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Carolus il berbero


04 Feb 2013

Sodali! Quanto accaduto oggi ha dello sconcertante!

La nostra guardia palatina, convocata al maniero della RAI da un'epistola anonima, han discoverto ciò che finora fuit solo uno sospecto.

Giunti nello aedificio con li camerini, li sempre attenti orecchi delli nostri omini d'arme non poteron sentire nulla de più malvagio: dalla cella con scriptus lo nomine de Carolus Contii, un'obscura voce provenia dallo interno, uno ṣalāt pronuntiato cum fanatismo et concluso colle parole "Allah est magno et Muhammad est lo suo profeta!" ripetute ben III volte.

Abbattuto lo chiavistello coll'ariete et oltrepassato l'uscio, li nostri gendarmi inorridirono dinanzi a quanto palesatosi dietro una coltre di abbundanti incensi.

Lo medesimo Carolus, c'ogne dì vediamo nello catodisco scatolone, fuit genuflesso su di uno pregiato tappeto et colla fida scimitarra dall'aureo fodero adagiata allo suo fianco. Lo suo piccolo santuario attorniato fuit d'ogne sorta de' ricchezza: lo già citato incenso, datteri, spetie de ogne sorta, foglie di té, uno borsello de' fiorini con incritto "l'eredità" et, peggio che mai, auree brocche contenenti Dio solo sa quale malefico intruglio dallo tanfo nausebondo, che ricorda vagamente lo luccido pelli nigri calzari. 

Supponiamo sia cotesto lo dimoniaco filtro, studiato da cupi grimori e combinato cum rari et proibiti ingredienti, che conferisce a Carolus lo moresco colore.

Ingenui et troppo buoni, noi cogitavamo, in principio, che costui fosse 'sì scuro pello multo laborare nelli campi in tempi estivi. 
Ma constatato che mai una zappa o uno aratro han visto le sue mani, non potemmo far altro che nutrir sospetti di stregoneria. 
Ma oggi ne abbiam avuto conferma!

Lo malvagio Carolus -como se non fosse suffiziente lo suo empio elargir ricchezze alla plebe corrompendone lo fragile animo- habet deciso anco de' sposar la causa delli numidi et delli predoni del deserto per riconquistar li territori iberici et compiere la voluntas di Maometto.

Lo non plus blanco moro, colto in fallo dalli nostri omini, altro non poté fare che arrendersi davanti alla justitia divina.
Tuttavia, lo Imperatore rispettoso est dello inimico in arme, sia esso scuro, claro o rubicondo. 
Egli decreta, ordunque, che Carolus, d'ora innanzi nomato "lo Berbero", sia liberato nello deserto cum un'otre de agua mescolata cum abbundanti spetie dallo stesso infedele sottratte.

Sia acclamata la bontà et la misericordia dello Imperatore!

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