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Feudalesimo e Libertà
 
 
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I rammolliti nobili d'oggi


10 Feb 2013

Feudalesimo e Libertà propugna sì lo ritorno della nobiltà allo potere.
Ma son tutti li nobili degni di tale ruolo? Son tutti li nobili capaci di administrare uno feudo, di castigare i villici ribelli, di difenderne le frontiere dalli inimici?

No, obviamente. Sebbene lo buon Dio ha creato li nobili solo pe' gobernare et administrare, taluni fra questi han perduto la bussola, damnando lo proprio casato et facendo marcire definitivamente lo ramo d'arbore di cui son mele.

Vero est che anco lo di lor sanguine ceruleo est. Ma, sodali, rammentate che anco lo detergente pella latrina habet sovente quello colore: est ordunque d'uopo operar li dovuti distinguo tra lo buon nobile et lo nobile buono solo per nettar dalle feci le ciramiche pareti dello vespasiano.

Che dire dell'Albertus II de' Monaco (non la bavarese urbe, ma lo principato in terra franca)? Rispettabile est lo suo lignaggio, ma lui?
Est rispettabile lo regnante d'uno borgo che ospita tra le sue mura marmaglie di padroni del vapore, borghesi arricchiti, evasori dei tributi et meretrice de' ogni colore et per ogne gusto?
Le sue vie sunt como quelle di Sodoma et Gomorra, li suoi porti sunt como quelli ottomani: pieni di galee di peccatori et infedeli.
Tanto est abbietto cotal messere che, perfino nello dì dello sposalizio, la sua mulier non riuscì nemmanco a finger d'esser lieta de accompagnarsi ad uno spaventapasseri cum uno proiettile de falconetto al posto dello capo.

Anco la Albione, terra d'invasori et usurpatori, è riuscita a dar parto ad imbarazzanti figuri, che pur detenendo uno proprio blasone, han la rispettabilità che lo porcaro rivolge alli suoi verri.
Eccoli là fianco a fianco: a manca abbiam Guglielmo delli Windsor, filio de' quella megera d'Elisabetta II che si fece incoronare da prelati non voluti da Dio e che scende a patti cum uno Parlamento de' rozzi villani che osan definirsi Lords; a destra abbiam invece Caterina, la plebea che ottenne uno proprio blasone solo uno poco pria de maritarsi. 
Per troppo tempo le di noi gonadi han sopportato ogne pettegolezzo su questi due bifolchi. Non passa dì che li nostri annunciatori non diano notizia de' ogni peto alla lavanda fatto da loro, non passa dì che non sia resa nota ogni favella pronuntiata da costoro et cum annesso lo commento della Regina mater, manco questa dormisse nella loro stessa alcova ogne nocte.

E poscia arriva lui, lo re sine corona, lo nostro Emanuele Filiberto de' Savoia. Guardate che regale volto, admirate lo arguto sguardo dello omo che vaga di loco in loco a dar spettacolo della propria demenza, a render lo suo esser allocco una virtù pelle proprie tasche. Ma ben va compatito costui: lo suo borsello giammai ricevette li dinari da lui pretesi per il non aver potuto studiar lo italico idioma. Ma a lui noi piace così: con uno accento tra lo franco messere et lo balbettante scemo del villaggio.
Memorabile est anco la di lui prestatione alla musical tenzone ove, cum canore doti alquanto discutibili, guaiva, allo fianco dello irritante etrusco "Pargolo", una sinfonia nomata "Italia meo amor", rischiando financo de' vincer la contesa.
Che dir allor dello suo casato? Infangatori della sacra lex salica, vigliacchi fuggiaschi dalli inimici, opulenti assassini di fanciulli, biscazzieri da quattro dinari et anco bavosi manipolatori di donzelle alla guisa di poligami califfi. Lo sol nome della dinastia Savoia puzza di marcio et li poveri avi, assieme alli duchi d'Aosta han consunto la casacca a furia de rivoltar lo corpore nella tomba.

Son costoro li nobili a cui dobbiam affidare li nostri feudi? Son costoro le menti illuminate che debbono condurre la nostra Europa verso la noa epoca d'oro?
Mai! Che sia la testa di cotesti vili fatta rotolare et presa a pedate in mille dispute de calcio fiorentino! 
Che tornino li veri casati d'Europa! Che tornino a laborare li araldi per ritrovar li veri eredi dei Re dell'Impero et delli suoi feudi!
Che tornino i gloriosi Asburgo, li magni Hohenstaufen et li fieri Borboni!
Che possa la nostra Italia risalutare i Donoratico della Gherardesca, i Malaspina, i da Romano, i Colonna et li tanti altri casati che han reso lo nostro italico paese uno loco sì burrascoso, ma prolifero di grandi homini, di genti che potean tener alto lo capo dinanzi a qualsiasi straniero, di timorati di Dio et della justitia che giammai avrebbero dato asilo ai lestofanti, se non intra uno gabbione sospeso.

Viva il ritorno dei casati europei!
Viva il ritorno dei signori Feudali!
Viva la lista Feudalesimo e Libertà!

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