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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Ego habeo un somnio


26 Feb 2013

In codesti dies si habet fatto et si fa ancor un gran cianciare di prugrammi et narrationi. Omni fatione politica davanti allo stolto volgo dice que elargirà loro moneta, restituirà tributi et abbasserà le gabelle. Alcuni si spingon oltre et describono lo loro mundo ideale fatto de lascività, blasfemia et democratia egualitaria.

Lo gubernator delle Apulie narra di uno mondo dove omni li homini habet li stessi diritti sine differentia de sesso, censo et razza, lo giullar Grillo di una societas costruita attorno ad una rete invisibile que collega le genti delle diverse contrade, lo finto cavalier di Arcore di una peninsula sine prucessi et magistrati color porpora. 

Sunt forse codesti sogni degni della gratia d'Iddio e dello homo? Sunt forse codesti sogni nobili et pulcri? Que fine habet facto quelli veri?

Sembra ieri que Carlo Magno, venia incoronato nella Urbe italica realizzando lo più alto disio di omnia pio cristiano d'Europa. Finalmente li popoli germanici, franchi et longobardi fueron riuniti sotto un unica autorità duopo la caduta dello Impero Romano. 

Feudalesimo e Libertà crede ancor in isto sogno. Feudalesimo e Libertà pugna ancora perque isso si realizzi! Feudalesimo e Libertà vuole rimembrar alli sodali le parole que lo Imperator disse alcuni lustri fa:

«Oggi, sudditi miei, vi dico: anche se dovete affrontare le difficoltà di oggi e di domani, io continuo ad avere un sogno.

E un sogno che ha radici profonde nelle terre europee.

Ho un sogno, che un giorno questo continente sorgerà e vivrà il significato vero del suo credo: io ritengo questa verità evidente di per sé, che tutti gli uomini sono creati per servirmi.

Ho un sogno, che un giorno sulla cima innevata dello Zugspitze i figli dei barbari e i figli degli infedeli potranno sedersi insieme alla tavola sino a morire assiderati.

Ho un sogno, che i tuoi quattro bambini scampati alla peste e alla carestia un giorno vivranno in un Impero in cui non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per l'obbedienza allo loro sovrano.

Oggi ho un sogno.

Ho un sogno, che un giorno, laggiù nelle terre d'Africa, dove gli infedeli sono più che mai accaniti, dove il califfo non parla d’altro che di Allah e di Maometto, un giorno, proprio là nelle terre d'Africa, i bambini neri e le bambine nere potranno prendere per mano bambini bianchi e bambine bianche durante la Santa Messa.

Oggi ho un sogno.

Ho un sogno, che un giorno ogni valle sarà innalzata, ogni monte e ogni collina saranno abbassati, i luoghi scoscesi diventeranno piani, e i luoghi tortuosi diventeranno diritti, e la gloria del Signore sarà rivelata, e tutte le creature la vedranno insieme.

Questa é la mia speranza.

Questa é la fede che porterò con me tornan­do a nord.

Con questa fede potremo cavare dalla montagna della disperazione una pietra di speranza.

Con questa fede potremo trasformare le stridenti discordanze dello nostro continente in una bellissima sinfonia di subalternità et cieca lealtà.

Con questa fede potrete lavorare insieme, pregare insieme, lottare insieme, morire assieme.

Quel giorno verrà, quel giorno verrà quando tutti i figli di Dio potranno gridare cum forza: «Viva lo nostro Imperator! Viva lo Sacro et Romano Impero! Viva la servitù della gleba!»

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