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Allarmi! Li pagani barbari dello nord minaccian la secessione!


28 Feb 2013
  • Scritto da 
  • Pubblicato in Politica
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Qual'oltraggio, sodali! Li smeraldini barbari pagani quae vivono nello settentrion dell' italica peninsula si son ridestati per rivendicar tali terre!

Vestuti dello verde dell'invidia et manducatori di polenta mantecata cum tocchi de carne umana, li consoli delli comuni nordici han serrato le porte delle loro urbis allo Impero, proclamando l'indipendentia administrativa et tributaria dallo potere che Iddio conferì ai discendenti di Carolo il Grande.

Chi capeggia le rivolte di siffatti bruti? 
Già da qualche anno lo feudo de Augusta Taurinorum, hodie nomato Piemonte est in mano allo empio Ruperto Cota "lo Pallido", sempre burbero in volto et favorevole a bucare le montagne per dar man forte alli eretici della Franza meridionale. Fra li suoi vassalli v'è anco lo farabutto Fassinus, che seppur par de altri ideali, in realtà vaga pello Impero a menar gramo fomentando rivolte decentraliste.

V'è poi lo doge Zaia, eletto fra li contadini liberti per adfermar la supremazia delli prodotti veneti, como se non fosse merito dello Imperatore se li campi sunt rigogliosi et lo sole sempre splendente. Costui s'è pure fatto portavoce delli padroni del vapore locali che volion negare li justi tributi allo goberno centrale, preferendo depositarli nelli fortieri delli infedeli elvetii.

Junge allo potere, in cotesti ultimi giorni, anco lo più malvagio, il Ruperto Marone general d'armata delli barbari smeraldini. Li suoi rubicondi doppi-oculi donatigli da Lucifero, permetton lui de veder nella nocte alla guisa d'un felino et de infiammar lo ligno con un sol colpo de palpebra. Complottardo della pria ora, costui fuit anco scoverto anni addietro dalla guardia Imperiale mentre acquistava armamenti bizantini allo mercato nigro et, invece ch'arrendersi alli armigeri, egli morse alla guisa dello canide Cerbero lo forte polpaccio d'uno di essi.

Sunt ora essi uniti nella pretesa de fondar la fantomatica "macro-regione dello Nord" per emanciparsi da ogne potere decretato da Dio et permetter alla plebaglia de gobernare como in una res pubblica. Est forse tutto ciò admissibile? 

Invochiamo immantinente la discesa da Aquisgrana dello Imperatore, novello Barbarossa, et lo ripristino dell'ordine! Dall'Andalusia all'Apulia, dalla Sicilia alla Prussia, l'Impero sia unico et indivisibile!

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