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Oltre le colonne d'Ercole


23 Gen 2013

« Io e ' compagni eravam vecchi e tardi
quando venimmo a quella foce stretta
dov' Ercule segnò li suoi riguardi

acciò che l'uom più oltre non si metta;
da la man destra mi lasciai Sibilia,
da l'altra già m'avea lasciata Setta.

[...]

Cinque volte racceso e tante casso
lo lume era di sotto da la luna,
poi che 'ntrati eravam ne l'alto passo,

quando n'apparve una montagna, bruna
per la distanza, e parvemi alta tanto
quanto veduta non avëa alcuna.

Noi ci allegrammo, e tosto tornò in pianto;
ché de la nova terra un turbo nacque
e percosse del legno il primo canto.

Tre volte il fé girar con tutte l'acque;
a la quarta levar la poppa in suso
e la prora ire in giù, com' altrui piacque,

infin che 'l mar fu sovra noi richiuso»

Cum codeste parole lo sommo poeta Durante Alighieri descrive nella sua summa Opera lo tragico ma justo destino a cui Ulisse, bramoso di conoscenza et avventura, andò incontro oltrepassando le Colonne d'Ercole. La sua volontate di gnoscere quello que non est dato gnioscere lo portò diritto nelli Inferi. 
La medesma sorte subiron tanti altri peccatori que osarono sfidare li divini limiti dello mondo.

Nello A.D. 1492 uno di questi naviganti, Christophorus Columbus, collo aiuto delle forze dello male sfidò novamente li confini d'Iddio. Codesto individuo, oltre ad esser cittadino di un'empia repubblica marinara, era tambien uno sostenitore della sfericità della terra et per dimostrarlo strinse uno patto collo dimonio. Egli avrebbe confutato alli occhi dell'Europa tutta li confini et li secreti que Iddio ha posto allo mondo in cambio di fama, opulentia et gloria. Lucifero corruppe li animi delli regnanti iberici que finantiarono la spedizione ignari di aiutare lo satanasso in persona. 

Columbus tornò dallo viaggio vagheggiando di aver raggiunto le Indie circumnavigando lo mondo mentre in veritas fuit occupato a confabulare nelli inferi collo dimonio. Portò con se, a prova della sua impresa, ogni genere di diabolici et sconosciuti arbusti colti nell'orto di Lucifero come lo caffè et lo tabacco. Collo passare dello tempore streghe et alchimisti crearono da essi malefici intrugli et piccoli narghilè que fecero divenir li homini dipendenti et deboli nella pugna contra li infedeli. 

Masse sterminate di plebei, obnubilate dal demonio, si riversaron oltre le sacre colonne per sfuggire alla miseria o alla persuntione a cui lo disegno Divino li aveva destinati. Essi cercavan ricchezze, tollerantia, nova terra ma trobaron solamente le fauci dello Diavolo que esigevan lo tributo di sanguine pella sua impresa.

Lo magno imbroglio que Belzebù habet architeptato in illi anni continua ancor oggi semper più articolato et cumplesso. Omnia nova inventione et accadimento si dice pruvenga dalle Americhe (lo nome dato allo continente que Columbus si dice habet scuperto, Nota Dello Amanuense) mentre in veritas sgorga dalle fauci dello Diavolo e dalli suoi servitori.

Per codesti motivi, Feudalesimo e libertà vi esorta ad abbandonar le mandaci et empie teorie di uno cuntinente tralla Europa et lo Catai et di uno mondo tondo. Si torni ad Anassimandro! 

LA TERRA EST PIATTA!
LE COLONNE D'ERCOLE SUNT LA FINE DELLO MONDO!
LO HOMO NON FU FATTO PER SEGUIR VIRTUTE ET CONOSCENZA MA PER SERVIR IDDIO ET LO IMPERATORE!

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