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Lo guitto reca tedio allo tuo studio in biblioteca?


26 Gen 2013

Due grandi misteri attanagliano la vita dello cavalier: lo loco ubi est custodito lo Sacro Graal et il come certi figuri sian riusciti ad accedere alli accademici studi, financo quelli che prevedono uno risicato numero de' adepti.

Non di rado le nostre aule, le nostre mense et li nostri luoghi di studio son invasi da animalesche genti che, al di fuori della schola, par nemmanco scienti dello leggere et dello scribere. 
Si dice, infatti, ch'essi apprendan le notioni vendendo l'anima allo diaulo.

Ma la lor più irritante presenza est quella nelle noster bibliothecae, ove gnoscon tanti modi per stracciar le altrui gonadi, quanti sono quelli che il saladino adopera per torturare li suoi inimici.

Vi son quelli che, alla guisa delli lupi, si muovon in branco: lo loro tedio manifestansi fin da quando varcan l'uscio (obviamente già favellando sine criterio), lasciandolo aperto alle intemperie et allo chiasso esterni o, peggio, sbattendo fragorosamente la porta.
Individuata la postazione ove posar le indigne terga, essi avviano la dimoniaca opera di disturbo vera et propria.

Ivi est doveroso operar uno distinguo: lo bestiario insegna che in ogne branco masculi et foemminae assumon diversi cumportamenti.

Dunque, nello caso delli guitti, li masculi, inondati de pestifere flagranze che celan lo loro fecal lezzo, principiano collo parlar rumorosamente dello vile giuoco dello calcio et dello mercato delle vacche, costose vacche, che s'avvicenda in ogne pausa dello national torneo. Altrettanto gettonato est lo discorso sulle mammelle de' questa o quella baldracca da scatolone catodico.

Le foemminae, invece, fan notare li loro spostamenti collo sferragliar della chincaglieria con cui s'adornano. Junte alla postatione levan fuori, dallo pozzo sine fondo che pende dalla di lor spalla, non solo tomi ma anco cianfrusaglie de' ogne sorta quali ciprie, tinte pello volto et altre esotiche diabolerie. 
Non appagate de' aver destato l'attentione della sala intiera, anch'esse principiano collo favellar molesto et chiassoso. 
Anco qui li argomenti habent saepe lo stesso taglio: l'amica meretrice che l'altro dì nello loco di ballo colse più cetrioli de uno servo della gleba in uno anno, oppure li calzari collo tacco più lungo de' una picca scozzese (come se lo decoro pelle zampe inferiori potesse celar l'esser delle latrine deambulanti).

Iddio ci scampi poi dalli branchi misti et dalle coppie, lo cui rumoroso amoreggiar sine pudore in un loco di studio, renderebbe anco San Francesco uno armigero barbaro assetato de sanguine.

Vi son poi li guitti solingi, non meno molesti, che leggon li loro eretici tomi cum auricolar diffusori da cui è palesemente et fastidiosamente udibile l'eco delli tamburi di Satana, specie quando nello suo menestrello tascabile sunt presenti li orridi canti di "Daddo l'Amerigo" o del moro dalle equine fauci "L ducati".

Lo povero studioso, intento a legger la ultima bolla papale et li editti imperiali o a eseguir copie manoscritte dello Malleus Maleficarum cum miniaturae, non puote tollerar tanto baccano et tanta insolenza da parte di porci lo cui più consono loco est lo aquilone dello vescovo (stiano sereni li neofiti dello argomento, esso non trattansi de' uno vero aquilone).

Est dunque legittimo ch'ogne pio accademico si rechi allo di studio loco collo suo fido mazzafrusto, onde riportar l'ordine et lo silentio quando vengon messi in periculo da ribaldi et donnacce sine cerebro.

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