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Feudalesimo e Libertà
 
 
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La buona squola


09 Lug 2015
  • Scritto da 
  • Pubblicato in Politica
  • Hits: 1058

POSCIA L'APPROVATIO DELLA REFORMA DELLA SCOLA, RIPROPONIAM LO PUNTO DI VISTA DELLO IMPERATORE 

Mentre messer LoRenzi il (giammai) Magnifico alletta gli allocchi colle sue eresie senza fondamento, Feudalesimo e Libertà non manca di far gnoscere allo volgo tutto la sua positione in fatto di schola et istrutione, quest'oggi con particolar riferimento agli insegnamenti et ai tutorati.

LE DECA REGOLE DEL BUON INSEGNANTE:

I. debbe avere una formazione monastica e ciecamente ubbidiente alla dottrina riportata dalle Sacre Scritture

II. debbe avere fatto voto di castità et di renunzia a qualsivoglia svago terreno, acciocché 'l suo fare non venga deviato dalle mondanità, né venga corrotto dai vizi della carne

III. debbe far renunzia a qualsivoglia paga o retribuzione che esuberi 'l mero sostentamento, giacché il suo mestiere è Divino Uffizio e adunque non ha da recar denari (che son lo sterco del demonio)

IV. debbe far renunzia alle ferie et alle altre emanazioni giuridiche dell'otium, poiché la mente dell'alunno giammai reposa, et arrischierebbe, Iddio non voglia, di cadere in peccato qualora venissero a mancare -anco per una semana soltanto- le erudizioni del precettore

V. debbe, fin dal primo giorno di lectio, condurre lo scholaro fuor dall'immondo sentiero della moderna istrutione, lavando la sua canoscenza delle empietà di cui per certo è infarcita. Debbe indi spiegargli che la Terra è il Corpo al centro dello Universo attorno al quale tutto si move et tutto vive e che a niuno, se non il Signore, è dato sapere che geometria tale Corpo abbia; debbe poi convincer lo fanciullo che l'homo non deriva da scimmiotti o altri animalia, bensì che esso è creato dalli coeli et posto al di sopra d'ogne altro creato

VI. debbe rifiutar l'insegnamento della lingua dei britanni, popolo eretico e senzadio, praeferendo ad essa il teutonico dei germani nostri fratelli, il franzo de' nobili, lo hispanico de' devoti, nonché lo nostro italico volgare vuotato d'ogne esotica influenza. Per coloro che son votati alla carriera monastica, è d'uopo anco l'apprendimento del latinorum et dello greco, quest'ultimo cum moderatione et sotto 'l severo controllo dell'inquisitore

VII. debbe adottar libri che sian approvati dal vescovo della propria urbe, adoperando le copie poste all'Indice come alimento per le fiamme o come pergamena per le terga

VIII. debbe prestar rigore nelle sue funzioni di guida pello scholaro, elogiando il fedele e castigando lo scettico, sanza lesinare l'uso del nerbo et d'altre afflizioni cui è stato addestrato

IX. debbe instillare nei suoi alunni li precetti feudali, la subordinazione al castellano et alli suoi vassalli, oltre all'ubbidienza verso lo Imperatore allo quale prestare ogne servigio richiesto, sanza movere alcuna riserva

X. debbe scholarizzare le genti nella misura che occorre per puoter commerciare, medicare o svolgere funzioni di cancelleria presso le corti e le abbazie. Per ogn'altra umile mansione che non richiede il far di conto o il padroneggiar delle lettere, il buon insegnante debbe incoraggiar l'analfabetismo e spingere quanti più villani ad abbandonar lo libello e di dedicarsi all'aratro o alla fornace

#labuonasquola

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