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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Articoli filtrati per data: Gennaio 2013 - Feudalesimo e Libertà
Martedì, 29 Gennaio 2013 16:30

Nel segreto dell'urna Lo Imperatore ti vede!

Messeri et Madonne, fra meno d'un mese verrete chiamati a scegliere la lista atta ad arrestar lo degrado odierno.
Sebbene la nostra factio si pulisce li calzari sullo volere della plebe, esortiamo i nostri sodali ad attenersi a cotesto giuoco democratico.

Abbiam già detto che lo nostro stendardo non apparirà sulla schaeda, in quanto l'italica costitutio in cumtrasto est colli nostri valori. Tuttavia, voi possedete una matita, uno pezzo de' charta et lo potere de' impiegarli como melio ritenete opportuno.

Badate, però, che intro la cabina voi non solingi estis et ogne tratto dello vostro lapis sarà observato da occhi onnipotenti che prendon nota e vergano indelebili sentenze nello tomo della vostra esistenza.

Essi sunt li occhi de' Dio, ch'avendo dato compito a Feudalesimo e Libertà di riportar lo suo Regno in Terra, est pronto a castigare cum peste, cavallette et carestia li suoi filii che ne ostacolano la venuta.

Essi sunt li occhi, li mille occhi, dello Imperatore. Essi trovansi ovunque: nello vostro vicino di magione, nello passeggero dinanzi a voi a bordo della pubblica carovana, nello amanuense allo vostro fianco quando studiate all'accademia, nella vostra mulier anco nelli più intimi et peccaminosi momenti o nello vostro prossimo di seggiolo quando observate lo torneo della domenica.

Credevate vos che li occhi dello vero Re dei Romani si chiudessero nello unico momento in cui la vostra vita et le voster scelte assumon per Egli una vaga importanza?
Credevate che un drappo plastico potesse celar lo peccato di ignavia allo vero Vicario di Dio in Terra?
Credevate che le urne fossero sigillate et precluse ad ogne sguardo?

Vili marrani! Già cum coteste convintioni offendete lo di Lui potere e pagherete con lo sudore et collo sangue tanta insolenza!

Perché lo nostro Signore Iddio potrà anco perdonar coloro che fanno ammenda delli propri peccati, ma lo Imperatore poco avvezzo est alla tolleranza di quanti, seppur pentiti, han abiurato lo suo affettuoso et paterno abbraccio.

Sappiate, ordunque, che quando vergate la vostra ics su compagini fatte de' guelfi, furfanti, pagani, propugnatori dello libero mercato, blasfemi o dolciniani, da qualche parte ad Aquisgrana una cella si apre per voi et uno violone delle comari si appronta pello vostro corpore, prossimo allo pubblico ludibrio.

Votate il Feudalesimo!
Votate la unica et vera Libertà!

Pubblicato in Politica
Lunedì, 28 Gennaio 2013 16:26

Aiuti alla Grecia? Prima si convertano!

Se sacrosanto est pello Imperatore adiuvar la crescita delli feudi suoi vassalli, diabolico est invece donar pecunia alle terre d'altri Imperi.

Per cotesto motivo, Feudalesimo e Libertà picchia con forza il suo guanto d'arme sullo tavolo della international politica, ormai lordo del sangue delli innocenti et scorticato dalli artigli delle iene oltreconfine che sovente ivi banchettano colli altrui dinari.

Lo volgo dell'Impero exausto est de' veder lo frutto delle lor juste gabelle cader in mani forestiere, quando invece dovrebbe servir a donare cattedrali, armi et bastimenti pella Terra Santa. 
In altri vicaboli, lo villico, sebbene lieto di donar ingente tributo allo proprio feudatario, si sente tradito quando vede li suoi indegni governanti spalancare li fortieri all'altrui cupidigia.

Ancor più cagion d'ira est lo destinatario di tali somme: l'Impero Bizantino. 

Sebbene riteniam indegno lo trono usurpato dell'alemanna cancelliera e proponiamo una differente risolutione della quaestio, condividiam la sua favella circa l'aver vissuto delli Ateniesi al di sopra delle di lor possibilitate: essi han nelli ultimi lustri sperperato lo proprio patrimonio in foco greco, mosaici, et nell'omaggiar uno clero apostata. Non ultimo est lo magno consumo da parte delli villici balcanici de' formaggi et altre leccornie che lo peccato de' gola rinnovan dì poscia dì.

Quae culpa habet lo Impero de' cotanta scelleratezza nell'adminsitratione dello soldo?
Quanto acor deve sudare lo imperial plebeo per tener in piedi cotesta poco virtuosa provinzia de' Costantinopoli?
Ben lungi sunt li anni in cui lo Impero d'Oriente et quello d'Occidente hunica cosa fuit. 
Li empi popoli han abbracciato altri credi, praticato scismi e denigrato la centralità europea dello credo Cristiano. 
Non contenti di ciò ci han chiamato a gran voce alla Crociata, salvo poi sbarrarci le porte in volto.

Son costoro degni della nostra misericordia?
Giammai! Abbandonino pria le lor volgari credenze e si prostrino allo Imperial potere! 
Solo poscia, sarà pe' loro valutabile uno auxilio!

Pubblicato in Politica
Lunedì, 28 Gennaio 2013 16:20

Labora, peccatore!

Lieto dì, sodali! Lo Imperatore si augura che siate già desti et pronti a servir lo vostro Signore pe' una nuova settimana di laboro, che vos intraprenderete cum magno gaudio et gratitudine, ne siam certi.

Come la Sanctissima trinità est cumpusta dallo Pater, dallo Filio et dallo Spirto Sanctum, così la nostra societas est cumposta da III ordini. Li nobili que pugnan contra li infedeli e difendon li confini dello Impero, li monaci que orano et guidano le anime delli omini verso la salvezza aeternam et li laboratori que debon arar la gleba senza proferir favella. Gia tanti lustri orsono, codesta veritas venne messa per iscritto da uno pio homine di chiesa nello suo poema dedicato allo Re di Francia:

«La Chiesa [ma anche lo Impero, Nota Dello Amanuense] con tutti i suoi fedeli forma un solo corpo, ma la società è divisa in tre ordini. Infatti la legge degli uomini distingue due condizioni: il nobile e il servo non sono sotto una stessa legge. I nobili sono guerrieri, protettori della Chiesa, difendono con le loro armi tutto il popolo, grandi e piccoli, e ugualmente proteggono se stessi. L'altra classe è quella dei servi. Dunque la città di Dio, che si crede essere una sola, è in effetti triplice: alcuni pregano (oratores), altri combattono (bellatores) ed altri lavorano (laboratores). Questi tre ordini vivono insieme e non possono essere separati; il servizio di uno solo permette l'attività degli altri due e ognuno di volta in volta offre il sostegno a tutti. » [Adalberone di Laon, noto Ascelino - Carmen ad Rodbertum Regem]

Dalla letture di codeste parole, tradotte dallo latino perché siano cumprensibili ai più, tutti li homini rispettosi dello volere di Nostro Signore debon accettar la propria pusizione sociale. 

Oggigiorno tuttavia codesto Sacro urdine, è stato soppiantato da uno egualitarismo tra le genti sine alcuna divina legittimazione. Li titoli nobiliari sono divenuti carta straccia et lo clero stesso habet smesso di assumere alla sua historica funzione di redenzione delli peccatori. Lo affronto più grande fuit però compiuto nello ultimo seculo dallo volgo que, non parco di aber acquisito lo temporal potere, habet richiesto et in parte obtenuto di laborar di meno et haber diritti. QUANTA EMPIETA' !!!!

Guidato da Lucifero et dai suoi alfieri (Thomas Muntzer, Robespierre, Lenin et tanti altri) lo volgo abet ottenuto:

1) Di interromper lo laboraro dopo VIII ore, come se lo sole non si ergesse nello cielo per molto più tempore et la lampada ad olio non puote illuminar li campi, li mulini et li telai durante la nocte.

2) Di smetter di laborar dopo lo raggiungimento della senilità, come se lo ricevere una vita più lunga da Dio puote esser interpretato come uno incentivo a far divenir lo proprio corpore un tempio dei vizi e dello ozio.

3) Di ricever non XII stipendi allo anno, come li mesi que si è prestata la propria opera, ma XIII!!! Forse que lo anno est cumposto da XIII mesi? Solo lo diabolo puoter aver ordito una blasfemia simile.

4) Di poter interroper lo laboro quando illo vuole per andare a peccare et oziare in qualche lucalità di montagna o mare come se lo Signore non abbisogni delli suoi sudditi 365 giorni lo anno.

Li risultati di queste cosiddette "conquiste" sunt sotto li oculi di omnia. Lo Impero est perito, li infedeli vivono et prosperano nelle nostre urbe, lo volgo si lamenta pella mancanza di laboro et li monaci si dedican a molestar fanciulli. Tutto questo debe finire!! Si torni allo divino ordine!

LO NOBILE PUGNI CONTRA LI INFEDELI !!
LO MONACO ORI PELLE ANIME DELLI HOMINI !!
LO LABORATORE LABORI SINE PROFERIR PAROLA !!

Pubblicato in Politica
Domenica, 27 Gennaio 2013 16:12

Muscoli di gomma o muscoli d'acciaio?

Lo tema di cui vogliam trattare hodie tratta della vis qui lo buon Dio ha donato all'omo suo filio pel laboare la terra, pugnare li nimici et pella difesa delli propri cari.

Da un lato si ha la ripugnante et demoniaca forma qui assumono li omini corrotti dalla modernità, dall'altro la purezza et la justitia della vis maturata in lustri et lustri allo servizio dell'Imperatore.

L'infausto David de Portus habet assunto lo rivoltante aspetto di un demone, cum perversi macchinari et satanici veleni.
Egli habet celato la umana forma qui lo Signore gli donò pel trasformarsi in una mostruosa criatura allo servizio degli inferi.

Lo sano corpore assume vigorosa forma solo spiccando li capi de li nimici et li loro scudi, nonché laborando dì et nox per lo Feudatario or affrontando lunghi viaggi pell'espansione delli confini imperiali. 

Non si conquista lo musculus nel sollevar inutili pesi or azionando diabolici marchingegni. La gilda di David est alle dipendenze del Regno degli inferi et la sua forma est dovuta ad uno pacto cun Satana.

Narran inoltre, li nostri spetiali, qui lo tanto pompar li muscoli cum infidi intrugli potrà anco donar allo omo erculeo corpore in pochi dì, ma non trascurabile est lo collateral effecto allo mascolin gingillo, a qvell'instrumento qui le damigelle abbisognan pel prochear novae vitae a qvesto mondo!

Lo vero vigore, nobili messeri et distinte madamigelle, risiede nello brandir di spada come Dio comanda, risiede nella pietas contra gli indifesi et into lo studium pel le lo battagliar et pel dar prestigio allo Impero. 
Lo jovine scolaro, allo septimo anno de vita ritratto nella imago, est infatti estasiato dalla rettitudine dello soldato imperiale.

Possan le apparenze non ingannar lo buon villico seguace di Feudalesimo e Libertà, poiché essi sunt guidati dal Signore et nel justo pugnan contro li mali del mondo et contra li nimici dello Impero.

Pubblicato in Costume e Società