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Articoli filtrati per data: Febbraio 2013 - Feudalesimo e Libertà
Giovedì, 28 Febbraio 2013 15:03

Per un Papa pugnaceo, per un Papa coriaceo

Sodali! come nuntiato, lo Papa romano habet fatto renuntia dello suo potere. Sendo cotesti tempi diffizili pell'Europa et indi pella cristianità, è d'uopo approntar una justa analisi sulle dinamiche che han condotto lo monarca capitolino ad abdicare.
E quale analisi pote esser più lucida di quella dello Imperatore?

In primis lo Pontifex Benedicto XVI, como li suoi predecessori, non est electo dallo Imperatore et siede a Roma anziché alla corte d'Avignone, proseguendo la scelta scellerata de Gregorio XI.

Altro errore fuit quello de dar pieno appoggio allo alfiere delli Inferi Marius delli Monti, assetato dello sangue della plebe et spalleggiato da altri dimoni dallo nomine indicibile et da arpie divoratrici dell'altrui laboro.

Et como non parlare dello Twittero maligno, parto di Lucifero, che lo portò a scriber nuntii su nuntii alla guisa d'un adolescente, mentre i baroni d'europa gridavan como una sola gran voce pe indire una noa crociata?

Lo proximo Papa, eletto dallo Imperatore a sua volta ispirato da Dio, non dovrà esser 'sì debole et volubile ai tranelli dello dimonio! Lo novo papa dovrà esser un buon ascoltatore della voce delli feudatari et un buon castigatore delli infedeli.

Esso non dovrà più servirsi di trabiccoli semoventi pe spostarsi tra le genti! Che fide est quella d'un pontifex ch'innalza vitreo scudo davanti alli suoi devoti? 
Uno vero timorato de Deus cammina tra le folle in groppa allo suo destriero et bardato est dall'armatura forgiata cum lo faerro et la benedizione dei caeli. Uno vero Papa avrebbe fermato la palla de schioppo dello infedele Alì Agca cum lo suo guanto d'arme; egli avrebbe perdonato lo malvagio turcomanno sol poscia haber fatto farina delli sui ossi et molto altro ancora.

Sia dunque lo proximo Papa homo de fide ma anco de pugna! 
Sia egli, allo fianco dello Imperatore, la guida pelle armate crociate! 
Sia la sua mazza flangiata sempre lorda dello sanguine delli eretici!
Sian de faerro temprato et non Prada li suoi calzari!

Pubblicato in Accadimenti Importanti

Qual'oltraggio, sodali! Li smeraldini barbari pagani quae vivono nello settentrion dell' italica peninsula si son ridestati per rivendicar tali terre!

Vestuti dello verde dell'invidia et manducatori di polenta mantecata cum tocchi de carne umana, li consoli delli comuni nordici han serrato le porte delle loro urbis allo Impero, proclamando l'indipendentia administrativa et tributaria dallo potere che Iddio conferì ai discendenti di Carolo il Grande.

Chi capeggia le rivolte di siffatti bruti? 
Già da qualche anno lo feudo de Augusta Taurinorum, hodie nomato Piemonte est in mano allo empio Ruperto Cota "lo Pallido", sempre burbero in volto et favorevole a bucare le montagne per dar man forte alli eretici della Franza meridionale. Fra li suoi vassalli v'è anco lo farabutto Fassinus, che seppur par de altri ideali, in realtà vaga pello Impero a menar gramo fomentando rivolte decentraliste.

V'è poi lo doge Zaia, eletto fra li contadini liberti per adfermar la supremazia delli prodotti veneti, como se non fosse merito dello Imperatore se li campi sunt rigogliosi et lo sole sempre splendente. Costui s'è pure fatto portavoce delli padroni del vapore locali che volion negare li justi tributi allo goberno centrale, preferendo depositarli nelli fortieri delli infedeli elvetii.

Junge allo potere, in cotesti ultimi giorni, anco lo più malvagio, il Ruperto Marone general d'armata delli barbari smeraldini. Li suoi rubicondi doppi-oculi donatigli da Lucifero, permetton lui de veder nella nocte alla guisa d'un felino et de infiammar lo ligno con un sol colpo de palpebra. Complottardo della pria ora, costui fuit anco scoverto anni addietro dalla guardia Imperiale mentre acquistava armamenti bizantini allo mercato nigro et, invece ch'arrendersi alli armigeri, egli morse alla guisa dello canide Cerbero lo forte polpaccio d'uno di essi.

Sunt ora essi uniti nella pretesa de fondar la fantomatica "macro-regione dello Nord" per emanciparsi da ogne potere decretato da Dio et permetter alla plebaglia de gobernare como in una res pubblica. Est forse tutto ciò admissibile? 

Invochiamo immantinente la discesa da Aquisgrana dello Imperatore, novello Barbarossa, et lo ripristino dell'ordine! Dall'Andalusia all'Apulia, dalla Sicilia alla Prussia, l'Impero sia unico et indivisibile!

Pubblicato in Politica
Mercoledì, 27 Febbraio 2013 14:54

Si avviino le vere grandi opere!

Li politicanti nostrani, onde raggranellare li voti della plebe credulona, han pe troppo tempore millantano de' "Grandi Opere". Quali sunt codeste magne opre? 

Sunt forse esse li incastellamenti pe' difendersi dalli infedeli et dalli pagani adoratori di Odino? 
Sunt forse esse li grandi assi viari per conjunger le varie provinze dello Impero sine che li caballi si rovinino li zoccoli sullo empio asfalto?
Sunt forse esse folte schiere de' trabocchi, balliste, torri d'assedio et quant'altro utile pro varcar le mura inimiche ed darsi allo sano saccheggio?

Obviamente no!

Li malo gobernanti finora alternatisi han stanziato ingente pecunia delle gabelle pe' aedificar uno ponte per conjunger le terre calabre a quelle sicule, onde, a detta loro, velocizzar li collegamenti.
Ma, cari sodali, per quale obscuro motivo uno siculo dovrebbe lasciar le proprie terre ogne dì? 
Parimenti, perché uno calabrese o uno lucano debbon ogne dì andar in terre sicule? 
Non basta pella occasionale traversata uno simplice bastimento?

La verità est che i furfanti che finora han regnato li feudi italici, sine fide, sine onore et sine dignità alcuna, son stati prezzolati dallo astuto Salah-Al-Din per realizzar siffatto ponte et permetter facile attraversata alle armate dello jihad, pronte ad invadere via mare lo meridione dello Impero. 

Nello Nord della penisola, invece se favella de' uno foro sotto le montagne. Perché mai l'homo deve moversi nelle caverne alla guisa delle fiere? Intra le montagne vi son gl'avamposti dello Diaulo allo quale non sembrerà vero che delle povere animae si dirigon in fila longobarda nella di lui tana.
Lo homo est abiutato a passar sovra le alture, respirarne la frisca aere et issare, passando pella vetta, la bandiera dello Impero.

Cotesto foro, como li carri rapidi semoventi che vi passeranno intro, servon solamente a rifornire de alabarde, forconi, balestre et quadrelli li malnati eretici della Linguadoca sine destar l'attenzione dello Imperatore, il quale però vede anco oltre la roccia. 

Feudalesimo e Libertà si oppone alle oprae che adiuvan lo inimico ad innalzar minareti nelle nostre terre et che arman le mani dell'eresia!

Ordunque, la pria vera grande opra pelli feudi italici sarà la riedificatione delli accampamenti pei pellegrini in ogne regione italica, disponendoli in uno percorso che condurrà all'urbe de Messana, alli possenti moli siculi pella Terra Santa, ove i bastimenti caricheran a bordo le armate di Dio pella liberatione del Santo Sepolcro.

Avanti colle magne opere de Feudalesimo e Libertà, sodali! Mano a chiodi et martelli, v'è un porto da costruire. Deus lo vult!

Pubblicato in Politica
Mercoledì, 27 Febbraio 2013 14:44

Ingovernabilità? Si ristabilisca l'ordine!

Domineddio, perchè tanto baccano lambisce li nostri borghi in cotesti giorni? Perché v'è in ogni dove cotanto darsi di gomito, como se la barbarie fosse alle porte et li averi in periculo?

State cheti sodali! Rasserenatevi! Nullo de quanto detto est verace: lo inimico sparge mendaci nuntii per arginar lo torrente dello entusiasmo post electorale. Uno torrente che sol dalli manieri, dalle botteghe et dalle taberne di Feudalesimo e Libertà potea uscire.

Alli villici non fuit nemmanco dato lo tempore de laver dalla cantina la brocca dello vino bono: subitamente partiron da orifizi keine autoritas allarmi privi d'ogne fondamento quali "pareggio al senato", "Italia divisa", "ingovernabilità" et altre castronerie.

Sappiate, valorosi sodali, che cotesti strilloni sunt niente meno che lo medesimo furfante che, mentre con una mano indica alli armigeri falsi periculi, coll'altra apre le porte cittadine allo inimico saracino. Sian dunque mozzate le lingue di siffatti seminatori di panico! Li lor proclami han ragion d'essere como han ragion d'essere le futili pretese dell'Angli di regnar in Franza.

Mirando l'urbe di Roma si vede nelli ultimi die null'altro che cagnara et decadenza da fine impero (del male), null'altro che uno final far man bassa dell'argenteria rimasta nelli luoghi dello potere. Non curatevi de ciò: est solo lo canto del cigno d'una politica ch'ha appreso troppo tardi de non contare più nulla.

Si volete videre l'armonia, la calma et la serenità di chi sa che d'ora innanzi gobernerà indisturbato pelli prossimi mille anni, volgete lo sguardo ad Aquisgrana, nova sede dello potere economico et politico dello Impero. La sede ove si favella lo spagnolo a Dio, lo italico alle mulier, lo franzese alli homini et lo alamannico alli equini.

E proprio da ivi parte lo novo monito: radunar a Trento almeno XV milia lanzichenecchi elvetici et altoatisini da unir alli armigeri italici et spagnoli fedeli allo Imperatore et, sullo esemplo dello magno condottiero Zorzo Frundsberg, marciare in ordinate colonne alla volta della Capitale, loco di cotanto inutile baccano, onde riportar lo ordine, pulir le sue strade dalla humana feccia et riaffermarvi lo potere delle familie filo-imperiali.

A Roma, ordunque! 

Landsknecht voran!

Pubblicato in Accadimenti Importanti