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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Articoli filtrati per data: Febbraio 2013 - Feudalesimo e Libertà
Sabato, 23 Febbraio 2013 17:50

Contro lo ballar sgraziato

Se lo grado de civiltate d'uno populo se mensura dalli propri mores et dalli propri usi, dobbiam ahinoi constatar che lo italico volgo habet fatto ritorno all'era delle caverne, ove l'homo, sine capacità alcuna de produrre et laborare, fuit come l'altre bestie sol preda delle pulsioni della carne et dell'astio verso li individui fora dallo branco.

Perché, vi quaederete, siam sì severi hodie contra lo nostro stesso populo? Miratevi intorno, sodali! Miratevi intorno et diteci se non han ratio le nostre verba. 

Prendete pro exmplo lo ballo: uno die esso era occasion de dar mostra d'eleganza, regalità et buon portamento. Omnes indossavan la melior veste onde dar foggia de capacità non sol di pugnare ma anco de divertirsi insieme all'altri.

Vediam hodie, in vece, l'ars dello ballar trattata alla guisa d'un pagano rituale pelvico rozzo et sine gratiae, quasi che pe sedurre la dama est suffiziente simular la copulatione et l'oscenità fine a sé medesima.

Dalle Sodoma et Gomorra oltreoceano jungon così bestiali movenze et lussuriose danze che vedon guitti et sudici porci far proprio lo loco di ballo. Accompagnati da musiche scellerate et da molesti tunz-tunz, questi bruti infestan li luoghi dello sollazzo, forti dello facto che non v'é un'autorità capace de appender per i pollici le lor carcasse.

Non meno empia est la nova moda della folgor-movenza, ove ingenti quantità de subumani si movon alla guisa dello malnato levantino paffuto di cui ormai le nostre gonadi son sature dello sintirne parlare.

Non contenti di oltraggiar ogne canone del buon gusto, queste bestie tedian anco le donzelle che recansi nello loco di ballo sol pel ballare appropinquandosi ad esse cum fare zotico. 
Prevaricata la intima distanza che si deve ad una dama per non recarle disagio, lo ceffo principia a dimenar li fianchi, nella speme che ella s'accorga, cum li occhi o cum lo non voluto tatto, che lo destriero fra le anche est in tiro. Qual brutta visione, messeri et madonne! Ma abbiate pietà di loro, quello est lo unico loco dello di lor corpore ove lo sangue circola copioso: non v'é dunque sorpresa nello videre ch'essi usan quello non sol per sedurre, ma anco per pensare.

Non meno indecenti sunt le damigelle che si recan in siffatti lochi sol per coglier ortaggi carnosi sine troppa favella. Esse strusciansi sovente sulli masculi alla ricerca d'un defunto de vagina che lesto le condurrà alla latrina pe' far indicibili cose. Non si eccitino li nostri sodali in cerca di facile sollazzo: sunt esse lo plus delle volte cinghiali dalli fianchi sin troppo generosi et sine gratia et pudore, lo cui agghiacciante viso coverto est dalla tenebra che in genere lambisce quelli lochi et che.

Feudalesimo e Libertà est pello ritorno ad un ballo decoroso et che si confà alli gusti dello Imperatore, pello ritorno allo saltarello, alla ballata et allo rondello.
Siano gettati nello gelido flumen li bollenti spiriti dei guitti et siano dati in pasto alli molossi li lor penduli, onde risparmiar novae progenie di jovini disgratiae. 

Lieto sabato sodali! Alla cervogia!

Pubblicato in Costume e Società
Venerdì, 22 Febbraio 2013 18:25

Dama, chiama li rinforzi!

La vita della mulier de' nostri tempi gnosce sovente magni travagli, como se lo badar alla magione e dar auxilio lo suo sposo a dissodar lo campo non fosse cosa di per sé gravosa.

In luoghi 'sì fetidi, insicuri et poco observati como li nostri borghi moderni, ella non puote deambular sine trovar puntualmente bifolchi figuri dall'alito etilico o impudenti guitti privi di pudore alcuno, orfani delle sane cinghiate che ricevean nelle terga nelli bei tempi.

Ciò accade quando, poscia lo meriggio, ella se reca ad lavare li panni nello flume più prossimo, a far visita alli parenti o ad orare nella Domus Dei dello proprio borgo. Lo tempore est tiranno et siffatta dama, impegnata nella preghiera o nello sciacquare panni, sovente s’accorge quae s’è fatto tardi solamente allo crepuscolo, quando le tenebre principiano ad calare. 

Proprio in cotesto momento, dalle loro caverne, saltan fuori i malnati subumani, rozzi et palesemente defunti di vagina, quae, rimirando lo composto ancheggiar della dama che s’affretta a far ritorno alla magione, non han scrupolo a camminarle appresso, cum l'occhio libidinoso rivolto sulle terga sue, rassodate dallo costante laboro.

La dama saepe non s’accorge de attirar 'sì tanto indesiderati sguardi, finchè li guerci non principiano a mostrar quanto lo buon Dio est avaro coll'elergir cervello talvolta. Sine alcun contegno apron così la maleodorante latrina quae portan sullo capo et ingiurando la damigella:

“Ah bella!” 
“Quae belle terga!” 
“Donami uno basio!”

Ad codesto punto la dama s’impaurisce alquanto et cerca di scappare via, disiando uno cavaliere quae la protegga et la scorti, et Dio solo sa se la dama arriberà alla sua magione sine esser tastata da sozze mani o, peggio, da vomitevoli linguacce.
Feudalesimo e Libertà non tollera che l'homo mortifichi la propria dignità in cotanta bassezza et tantomeno tollera che la dama sia oggetto de truce turpiloquio.
Feudalesimo e Libertà est pello ritorno alla militia urbana, quella fatta de cavalier et homini nobili d'animo. Homini capaci de sculacciar a dovere li rei et recider loro li istrumenti dello turpiloquio cum uno sol colpo de stiletto, cosicché siffatti furfanti non favellino più impropriamente et cosicché li mastini dello imperatore possan bachettare cum carnosa lingua d'indigno satanasso.

Vota la vera sicurezza! 
Vota Feudalesimo e Libertà!

Pubblicato in Costume e Società
Venerdì, 22 Febbraio 2013 17:52

L'imbrattatore di muri faccia da bersaglio

Sodali! Est junto lo tempore de pugnar lo ennesimo mal costume!
Ogne nostro borgo gnosce et esecra la piaga di quelli zotici che si fan indignamente chiamare "scribani" o "artisti de mulattiera"! 

Cotesti bricconi, cacciati dalle botteghe d'ogne artigiano et pittore pello lor cattivo gusto et pella lor inettitudine, passan lo dì a pinger li muri dell'altrui magione cum diabolici barattoli che sputan pigmenti de' ogne sorta: l'ideal istrumento per chi non habet lo pollice opponibile pe' impugnar lo pennello.

Como se l'atto in sé non bastasse, siffatti bruti vergano nelli muri indicibili empietà, esaltano lo inimico saracino e, per coronar la propria cafona opera adjungon l'effigi di divinità falliche o ulteriori scripte como "Sia lode alla vulva", credendosi a tal guisa avanguardisti et spavaldi trasgressori delle leggi, perché, si sa, allo giorno d'oggi est cagion de fascino l'esser canaglia piuttosto che l'esser probo.

Perché, ci quaediamo, la società odierna tollera cotanto squallore? Perché, ci quaediamo, lo gusto artistico est ricognosciuto ad isti fasulli ribelli? Non v'è onor nello pingere alla chetichella blasfemie et darsela a gambe quando arrivan li gendarmi! 

Se lo villico vuol disgratiatamente reinventarsi ribelle, ha solo da coglier lo suo forcone, far combricola colli suoi sodali et batter li callosi pugni contra le bugne dello palazzo signorile, ben sapendo che da lì a poco la sua carcassa verrà travolta dalla cavalleria gotica dello Imperatore. 
Quello potrà anco esser uno ingrato plebeo che disdegna lo amor dello suo sovrano, ma per lo meno ricognosciamo lui la dignità de haber mostrato lo suo muso sine tema: cotesto est lo ribelle che c'aggrada, non uno guitto incapucciato cum bomboletta alla mano et le gambe leste!

Feudalesimo e Libertà s'oppone a quanti volion punir cotesti malnati cum una sterile tirata d'orecchi! Essi sunt più testardi dello ciuco, poiché lo diaulo tenta la lor mano più di quanto possa far lo buon senso. Non v'é cura per siffatti pestiferi.

Ordunque, quando, affacciandovi dai vostri merli, scorgete uno "artista da mulattiera", emule delli mori dello ghetto, che imbratta li muri dello maniero vostro, non sprecate tempo et fiato a chiamar li gendarmi: sfilate dalla faretra la faerrea cuspide, incoccate lo fusto, accarezzate lo piumaggio mentre tendete la corda fino a toccar lo mento colle falangi et, poscia haber salda la mano collo listello, scoccate la vostra lectio de decoro alla schiena dello imbrattatore.

Perché la unica cosa che può lordar le vostre pareti giovandone il pregio est solo lo sanguine inimico.

Votate lo movimento contra lo degrado et lo squallore!

Votate lo movimento pello ritorno alle vere arti!

Votate Feudalesimo e Libertà!

Pubblicato in Costume e Società
Giovedì, 21 Febbraio 2013 16:33

Nessun accordo con i sindacati

Fra le tante promesse da marinaro fatte dalle compagini a noi adverse, v'è anco quella de trovar lo justo dialogo cum le cosiddette "parti sociali", li fantomatici defensori dello laboratore, cosicché non sguinzaglino, nei giorni futuri, ondate de iracondi braccianti et artigiani contra la sedi del potere.

Cotesto pallino dello scendere a patti colli sindacati, caldeggiato in particolar modo dalle frange dolciniane della politica italica, fuit sovente uno magno grattacapo per ogne gobernante, lo quale ormai non puote administrar lo suo feudo sine previo consultar qualsivoglia parere da qualsivoglia servo della gleba, perché cotesta est la favella delli "diritti umani" et delli "diritti dello laboratore".

Feudalesimo e Libertà, che a differenza d'altri usa la carta delli diritti umani per scaldarsi durante lo inverno et quella delli diritti dello laboratore per incartar le trote allo mercato ittico, poco timore ha di cotesti signori delle gilde CGIL, CISL, UIL et compagnia cantante.

Lo perché de tanta spavalderia anelate gnoscere? Bene, sappiate che li sindacati in quaestione sunt li alfieri de' Lucifero. 
Multo tempore addietro, lo dimonio convocò allo suo cospetto un manipolo de plebei collo malo dono dello brontolamento e disse loro <<Hodie dono vobis lo potere de' sollevar li pacifici populi li uni contra li altri collo pretesto dello laboro, gratiae alle fandonie sulli diritti del bracciante ch'io stesso vergai et feci circolar tra le gente. Ora andate, miei fedeli Camussidi, Bonannidi et Angelettidi: ite et portate lo regno delli inferi tra le pie genti! E badate a non fallire, si non volete che liberi dalle catene la mea bestia Landinade che non fa distintione tra alleati et inimici!>>.

Dobbiam ordunque timere cotesti tizzoni d'inferno? DObbiam ordunque patteggiar la nostra rovina con siffatti ambasciatori del male?
Lo proximo goberno (lo nostro) non spenderà una sola parola con niuno dei missi del Diavolo, ma li rispedirà dall'ardente cratere da cui sunt provenuti. 

Le rivolte delli villici da lor capitanate non ci recan alcuna preoccupatio: li tumulti non s'arrestan colla parola o cum le promesse, bensì colla picca, colla spada, colli zoccoli della cavalleria pesante, che sine pietà dovrà disperder la plebaglia et, nello caso delle teste calde, gettar uno poco de popolani nello fiume onde rinfrescar loro le idee.

Lo laboro, cari sodali, est la linfa vitale dello feudo, dello regno, dello Impero: davvero credete che uno pugno de zotici possa metter bocca su una quaestio 'sì importante? Davvero credete che laborar XII ore al dì sia una mostruosità, quando l'irreparabile rovina est sempre più prossima? Davvero credete che lo declino s'arresta cum l'otium o scendendo in piazza a quaedere uno melior salario, como se li dinari spuntassero sugli alberi?

Tornate a laboro, ingrati, e ringratiate lo feudatario pell'angaria quotidiana, unica et vera prova per dimostrar la vostra devotione verso l'Impero et verso Iddio!

E domenica ricordate di porre lo vostro voto a Feudalesimo e Libertà, lo unico vero partito del laboro!

Pubblicato in Politica