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Articoli filtrati per data: Febbraio 2013 - Feudalesimo e Libertà
Giovedì, 21 Febbraio 2013 15:36

Rifiuta il piffero di Satana!

State allerta, sodali! La vostra pellaccia è in periculo ogne volta che cedete anco alle vostre più frivole pulsioni!
Ove è celata la cagion de tanto allarme? Non habete che da guardar nelle vostre tasche: i XX malnati cilinidri candidi.

Vi fa sorridere che siffatti ninnoli rappresentino per noi uno periculo pella vostra salute? Ebbene lasciate che vi ragguagliamo su quanto ogne die lasciate penzolar dalle vostre fauci a sfumacchiar alla guisa d'un comignolo.

Li candidi cilindri sun farciti cum lo fogliame d'un arbusto nutrito et cresciuto nelle lande oltre le Colonne d'Ercole ove, come saprete, vi sunt li inferi et li regni dell'aeterna damnatio. Immaginatevi dunque lo dimonio collo rastrello et collo annaffiatoio arar li campi et ricavar li pezzi pello suo malefico istrumento, lo malnato piffero luciferino.

Isto istrumento non habet fori sullo dorso e non produce note, ma voi parimenti assorbite la melodia che lo dimonio, sottoforma di fiammella, soffia, sine gnoscer stanchezza, dall'altro capo dello vostro cilindro.
Lo vostro corpore est allor invaso dalle esalationi di Mefisto che via via vi trascinano nel baratro.

"Quale baratro?" vi quaederete. Orbene, habete ancor presente lo focolar in punta di cui parlammo poc'anzi? Durante la nocte siffatto luccichio è capace d'attirar l'attentione delli tiratori inimici et, si costoro sunt angli dallo lungo arco in listello di tasso et dalli possenti bracci, siate pur certi che lo di lor lancio non gnosce pecca.

Li albionici diaboli d'oltre manica sunt fin da pargoli istruiti allo tiro nocturno. Li lor felini occhi non mancheranno per certo di scorger lo vostro mozzicone et, solo dopo lo schiocco della corda, vi renderete conto che lo diaulo habet fatto la sua volontà et la vostra anima albergherà ad aeternum nella sua piantagione, ove laborerà per produrre altri pifferi per ingenue vittime.

Non si sentano sicuri quanti vivon in loco de pace: lo fumo assorbito poscia la luciferina melodia s'accumula nelli polmoni fiaccando lo vostro corpore, rendendolo meno tenace dinanzi a labori quali lo portar i conci pella cattedrale sul groppone o lo laborar l'agro sotto lo cocente sole. 
Como v'azzardate a render la vostra carcassa troppo debole pello sacro faticar impostovi dallo Impero? Como v'azzardate a tirar le cuoia sine pria aver chiesto licenza allo sovrano?

Abbiate fede della parola dello Imperatore. Lui ben gnosce in pria persona cotesta piaga: uno dì lo suo ciambellano gli propose di far un tiro dallo proprio candido cilindro. Egli cedette all'offerta, respirò lo fumo et tossì più volte. Da lì, poscia decapitazione dello infido ciambellano, decretò che lo tabacco est pianta dello dimonio et non cosa genuina pello homo.

V'avvertiam che se durante cotesta lettura vi state tastando cum speme mascolini penduli, porci che non siete altro, sappiate che Iddio et lo Imperatore posson decidere lo vostro vivere o defungere, non le vostre gonadi!

Ordunque, abbandonate lo zufolo di Satana, villici peccatori! Se proprio habete lo desio d'accender qualcosa, date la flamma alla punta della vostra freccia quando est necessario: li trabucchi dello inimico hanno da ardere, non da tirar in uno borgo de fiacchi tossitori.

Pubblicato in Costume e Società
Mercoledì, 20 Febbraio 2013 16:30

Via dall' Afghanistan: a Gerusalemme!

Prosegue la noster campagna contra li sprechi et lo sperpero de quattrini imperiali di codesti ultimi anni. Hodie prendiamo parola contra la pugna.

Lungi nos dal voler fare dello proselitismo contra la bella tutta, pugnamo simplicemente lo sperpero de jovini omini in quelle ch'appellano "missioni de pax", ma che nello facto sunt scaramucce per ingrassar empie panze.

Sunt anni oramai que favellano de pugnare altri populi pe' diffondere la democratia. Favellano que existon populi cui est necessario que vengan donati li sani valori liberisti et cumsumisti, quam fossero uno morbo da contagiare o una nova ricetta de gustose leccornie da far gnoscere alla comare vicina.
Favellano de "missioni di pace" et cum macchinari demoniaci sacrificano la vita di jovini rampolli spediti oltre li cumfini imperiali a morire sotto li colpi dello inimico.

Lo nostro impero no habet altri priorità?
Lo populo est 'sì soddisfatto dello proprio vivere da gradir spender inutile tempore pugnano contra l'aere?

Giammai, messeri!
La stultezza non gnosce limite alcuno et li attuali regnanti imbarcan mille mila jovini a pugnare pe' uno nauseante, purtrido et appiccicoso oleo nero: "lo petrolio".
E a che serve siffatto fluido? A sfamar le genti ed evitar carestie? Ad armar li nostri homini contra lo inimico? Manco per idea! Millantan che lo petrolio est utile per mover lo carro, per produrre energia et per far volar lo homo.

Vi rendete conto di quanta cialtroneria debbon sopportar li nostri orecchi? Anco li scemi del villaggio san che lo caballo move lo carro, che lo mulino ad agua o cum la vis di Eolo produce energia (provate ad adoperar lo petrolio per pressar lo macinato e vedrete che malo pantano ne vien fora). Per lo resto: far volare lo homo? Qual assurdità! Lo homo deve rimaner a terra como Dio habet stabilito! Si vedan le sorti di Icaro per gnoscer cosa spetta allo homo che osa librarsi nell'aere!

Orbene, cumstatato che lo petrolio est utile sol per imbrattar de nigro le nostre terre, possiam urlare basta cum cotesta presa per li fondelli, BASTA CUM CODESTI DEMONIACI ACCORDI!

I malnati gobernanti dello moderno tempore sunt stati capaci de infangar la sacra Pugna, qvella que fa sentire vivo lo homine, que consegna sullo polveroso campo della pugna l'occasione di dimostrare allo Imperatore et a Dio lo propio valore.

Si abbandonino codesti vacui deserti et si puntino le lance verso la urbe gerosolimitana! Si straccino li vessilli ad astri et strisce et si marci sotto l'aquila dello Imperatore et la croce dello Nostro Signore!

Alla pugna, sodali! Et que sit inarrestabile la vostra tenacia contra li malvagi, ma abili infedeli!

Pubblicato in Politica
Mercoledì, 20 Febbraio 2013 16:20

Lo photoscioppo est un fallace aggeggio

Como in ogne civiltà decadente che si rispetti, la truffa, la falsificatione et l'inganno sunt lo pane quotidiano. Non passa die sine veder la realtà distorta da abili artigiani sine scrupolo, pagati dallo diaulo per creare falsi miti et icone pello popolino, che volge altrove le proprie lodi et non verso lo Imperatore como in vece si dovrebbe.

Non paghi de far doppione delli dinari cartacei, cotesti bricconi adiuvan tutto quello sottobosco della nobiltà cafona ad apparir de bello aspetto o, per lo meno, de umane sembianze onde far passar l'idea che "opulento est pulchro", quando invece ogne vero nobile sa che la ricchezza non est uno fine, ma uno mezzo per governare le genti, assoldare mercenari elvetici o per remunerare il probo Buonarroti per render li luoghi della vita più pulchri et magnificenti.

Ma, se lo Buonarroti agisce cum maestria, meticolosità et amor dello vero, li servi della fasulla nobiltà adoperan ogne mezzo per sovvertir l'ordine delle cose. Mezzi como lo Fotoscioppo (o dagherrotipo-bottega pelli messeri più duri et puri) o lo più recente Instagrammo. 
Mentre lo primo dà lo potere de levar bruttura cum pochi tratti de' pennello, rasentando talvolta lo miracolo (Iddio ci perdoni per tal bestemmia), lo secundo giuoca cum luci, colori et contrasti onde far apparire ogne sciocchezzuola opera d'alta fotografia.

Si vergognino coloro che adoperano siffatti mezzucci per occultar la realtà! Si vergognino per tutti quei simpliciotti che cadon nello tranello delli jurnalacci de' pettegolezzi! 
Lo vero artista usa lo pennello (quello vero) per ritrarre la realtà como deve essere, ossia como la desia lo Imperatore, che peraltro non esige storpiature di sorta: si guardino tutti li regnanti dello casato asburgico, vi sembran lor pulchri? Lo nobile est in primis pulchro intro. La interior beltà non gnosce Fotoscioppo o Instagrammo: essa si plasma administrando rettamente lo feudo, imponendo juste gabelle et spiccando teste como se fossero spighe di grano.

Feudalesimo e Libertà condanna ordunque li falsari, promettendo loro lo taglio del naso, delli orecchi et della lingua quando jungerà lo tempore, et li diabolici marchingegni da loro utilizzati per manipolar lo disegno divino.

Sia condamnato per falsa delatione colui ch'accusa nos d'adoperar siffatti istrumenti per parare li manifesti: noi adoperiamo solo li amanuensi, la carta pecudina et lo inchiostro. Si poi ciò appar vero-simile est solo pella magna abilità delli nostri addetti alla comunicatione che gnoscon cosa li attende se lo lor calamo sbavasse anco di poco.

Viva ordunque Feudalesimo e Libertà!

Viva lo movimento della sincerità!

Pubblicato in Costume e Società

Lo teatrino electorale a cui stiamo assistendo in codesti dies vede formationi politicanti de destra, della manca e delli giullari disquisir sobre alla quistione delli tributi. 

Vi est qui vorrebbe eliminar ogni gabella, qui aumentarla, qui diminuirla, qui trasferirla.
Per dirne una, lo egualitarista governator delle Apulie et lo rinnegato Magistratus Ingroia propugnan una tassa sullo patrimonio delli homini proportionale alla sua grandezza. Elli vorreber que qui più habet, magno pagasse e qui meno habet minus sborsasse. 

Li alfieri della mefistofelica e insaziabile burghesia della peninsula non fanno invece que lamentarsi di esta proposta e ribatton que la ricchezza non est una culpa e que così facendo si allontanino li capitali dalle lande italique verso la ignava contrada d'oltralpe. 

Feudalesimo e libertà diniega cum vis entrambe este pusitioni! Le ricchezze della plebe et delli discendenti delli mercanti fiamminghi sunt ambedue frutto di uno ladrocinio. Così come lo volgo habet sottratto pecunia et aberi alla burghesia, così essa habet impunemente et sine vergogna rubato alla nobiltà denari, manieri et terre. Lo justo et sacro ordine que per centinaia di lustri habea gubernato l'Europa, fuit destructo in pochi anni.

Per esti motivi lo Imperatore, una volta risalito sullo trono que li spetta, imporrà uno nuovo regime fiscale semplice et justo! Qui est nobile non pagherà NIENTE, qui non est nobile (burghese, artigiano, villico, servo della gleba, cummerciante, cuntadino) pagherà TUTTO!

Pagherà illo la tassa sull'agua pelle proprie bestie, la tassa sullo legname, la tassa per traversar li ponti, la tasse per pescar nelli mari dello Impero et tante altre gabelle che lo proximo goberno inserirà nello più affilato cuneo fiscale che umana mente avesse mai partorito.

Lo plebeo ha da esser grato allo Impero per tutti li servigi che gli sono offerti: dalla protezione delli confini fino allo privilegio d'arar li sempre rigogliosi agri dello feudo.

Perché lo nobile deve ordunque pagar gabella? Perché lo suo patrimonio ha da esser rationato? Non è forse ista pecunia necessaria all'amministratione dello feudo?
Tutti li beni dello nobile sunt funtionali al benessere delli suoi sudditi
Quaedere lo tributo allo nobile est como quaedere uno tributo a chi vi protegge, vi nutre e, quando necessario, vi educa a suon de nerbate. Quaedere lo tributo allo nobile, insomma, est como quaedere dinari allo Iddio Padre.

Una volta per tutte si darà un taglio alle sterili et inutili pulemiche sulle tasse ai ricchi et alli plebei. La tranquillitade verrà ristabilita et la pax sociale ritornerà tralli abitanti della verde terra d'Iddio.

Feudalesimo e Libertà non ordunque paura de affermare cum orgoglio che metterà entrambe le mani in tasca alli italiani, non ha tema de dir che le vuoterà anco dalla polvere.

Perché lo Imperatore lo vuole. Dio lo vuole!

Pubblicato in Politica