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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Articoli filtrati per data: Febbraio 2013 - Feudalesimo e Libertà
Lunedì, 18 Febbraio 2013 19:02

Piramide feudale

Multi partiti d'oggi, dalla diritta alla manca mano di Lucifero, si fan fregio della nomea de "sociale" onde voler dar l'idea d'esser dalla parte delle genti, pelli loro diritti, pella loro prosperità.

Che razza di bestemmia è mai questa? Come osan cotesti bruti metter in dubbio la benevolenza dello feudatario et dello Imperatore? 
Solo lo nobile est persona consona a decider lo bene dello villico, alternando cum rettitudine lo bastone et la carota. 
Como uno pater, lo nobile gnosce lo momento in cui est d'uopo castigare lo suo filio et quello in cui si può far più economia di nerbate.

Li più radicali tra siffatti partiti osan prometter lo possesso della terra per chi la labora, colla pretesa che servi della gleba et contadini analfabeti abbian pieno controllo et proprietà del podere.
Sunt forse convinti cotesti malnati furfanti che laborar la terra vole dir solo ararla, seminarla et cogliere li frutti?
Chi administra lo agro? Chi ne acquista le sementi? Chi sceglie li justi periodi de coltivatio et de riposo? E, soprattutto, chi ne difende i recinti dai predoni et dalli parassiti della società? 

Ancora, cotesti partiti millantano de difender lo debole dalli oppressori et dalli padroni.
Ma chi sunt cotesti oppressori d'oggi? Altro non sunt che gente come voi: plebei collo sanguine rubicondo ch'han fatto fortuna frugando pria dell'altri tra le macerie delle magne corti feudali all'indomani delle rivolutioni europee.

Queste gilde di politicanti altro non son che plebei che pugnan altri plebei alla guisa dello Flavus de' Briatorii solo per conquistar lo suo posto de padrone del vapore et divenir facoltosi, como se una bella sella facesse nobil destriero uno somaro.
Feudalesimo e Libertà non pugna li opulenti affaristi dell'industria colla sola ambizione de subentrar nello lor trono di letame et superbia. Poscia la decapitatione per aver usurpato troni e ricchezze che lor non appartengon, la loro pecunia tornerà da dove fu trafugatta secoli fa, ossia nelli fortierii delli nobili casati fedeli allo Impero.

Feudalesimo e Libertà est lo vero partito sociale, lo partito che si cura di amministrar le genti con la fermezza et la severità del pugno di faerro et la rigidità di una società strutturata, ove ogne membro esegue cum obbedienza la propria mansione, colla sicurezza de' guadagnar per certo lo proprio pezzo di pane et de' conserbar vita natural durante lo proprio posto di laboro.

Dunque, cotesta domenica poscia III alleluja all'Imperatore, non date credito a chi vi parla di welfare, bene comune, stato sociale, egualità et altre eresie. Chi promette ciò oggi collo fare d'amico, sarà domani lo vostro inimico.

Votate e Imponete di votare la piramide feudale.

Votate e Imponete di votare Feudalesimo e Libertà.

Pubblicato in Politica
Domenica, 17 Febbraio 2013 18:56

Parrucchino in pelle di ratto

Rimembrate quello vostro misterioso vicino che da uno dì all'altro si trovò ad abere rigoglioso et prospero lo suo podere, che poco pria fuit solo uno brullo bivacco per cornacchie? 
Rimembrate anco lo sguardo colpevole di siffatto vicino davanti allo inquisitore da voi chiamato poscia l'accusa de stregoneria? 
Rimembrate como egli ammise, dopo efficace "persuasione", d'aver venduto l'anima alloDiavolo per ottener fertilità et magno raccolto?

In quello tempore v'era certa justitia contra chi volea eludere la volontà di Dio et andar contra lo corso della natura! Chi est lo homo per non gradire lo perfecto disegno dell'Altissimo?

Hodie, invece, l'homo si sente libero de trasgredir ogne natural lex, de passar lo suo calamo da comun mortale nello tomo che già dall'alba dei tempi fuit vergato. 
Abbiam gnosciuto la perfida alchimia che s'arroga de curar li morbi che Dio justamente manda como castigo; abbiam gnosciuto empie sperimentationi che fan sì che li pomi crescan saepe rubicondi et polposi, como se fossero produtucti in serie nella bottega d'un artigiano, abbiam gnosciuto vili artefici prezzoalti per diradar la patina dello tempore dallo volto di messeri et madonne che voglion celare lo di lor esser vetusti et non più di primo pelo.

Peggio dell'altre, però, est la malacredenza che lo homo est pulchro se preserba folto crine, nonostante lo invecchiar della restante carcassa. 
Assistiam oggi ad inquietanti schiere de homini canuti che pagan cum fiorino sonante arigiani sine scrupolo per arrestar l'inaridirsi dell'orto sovra la fronte et sfoggiar cum orgoglio zazzere da pueri de quindic'anni, credendosi eterni jovini et de buona presenza.
Zazzere ricavate dalla dissodatura delle praterie dell'altre parti dello corpore (non esente lo deretano), le cui sementi vengon poi sparse nello deserto infra li orecchi.

Sendo lo diaulo fabbro de' paioli ma non delli cuverchi, tali messeri sunt scovabile cum poca arguzia d'occhio, poiché, per quanto bene lo laboro possa esser condotto, niuno può emular la Divina Creatio. 
Si vedon così bizzarri figuri, alla gusa dello Antonius Conte (no, illo non est uno feudatario) cum nella capa un qualcosa che ricorda tanto lo vello d'un felide, quanto lo tetto d'una capanna delle tribù delli africhi. Altri, invece, sembran habere uno manto de' pece como la chiglia d'un vascello isolata dall'agua. 

La lor ridicolagine est la justa punitione per haber cercato di ingannare l'altri homini et Dio. 
Non comprendon costoro ch'ogne pelo della zucca cade perché fuit tagliato dal Signore per uno preciso scopo?
Non comprendon costoro che non tutti li orti posson esser rigogliosi como quello dell'emorroideo Lorenzo Paulo delli Turchi, lo quale, tra l'habere uno bel volto o un aureo crine, per certo sappiam che non scelse la pria optione.

Lo homo calvo, colla capa linda et curata, non est signo de vetustà et de bruttura. Lo calvo est anzi temprato da anni de duro laboro et de fiera pugna, ove lo longo vello in testa fuit solo uno ostacolo.
Come si può, infatti, arar rettamente lo campo colla preoccupatione de esser assaltati dallo pidocchio, vettore de pestilenze et cagion de ingenti grattacapi?
Come si può, infatti, affrontar lo saracino quando una lunga chioma sotto la celata cade sulli occhi o consente allo inimico uno appiglio per agguantarvi durante la strategica ritirata?

Viva ordunque l'homo calvo, fulgido esemplo de deditione et de retto servir lo Impero! 
Abbasso li calvi che han vergogna de' loro stessi et si reinventan capelloni, como se lo lor volto di terga fosse più gradevole se attorniato da qualche ciuffo de fieno in più!

Pubblicato in Costume e Società
Sabato, 16 Febbraio 2013 18:51

Vade retro, defunto di vagina

Salute messeri,
ista imperial tela vobis est dedictata! Pro vos che amate anco la Sabato la vostra dama e cum ella vi recate nelle locande quae più v'aggradano. Ma est proprio in isto die et in isti loci che li più straccia gonadi et fraquassatori de testicula se fanno impertinenti et non demordon de arrecar tedio vobis et alla vostra dama. Sunt bruti sine cerebro et nobil portamento che alla guisa dello primate credon de conquistar le dame, sed soprattutto de portarvele via, cum corteggiamenti et rituali sì rozzi da non riuscir neppure a cumquistar una vecchia megera arida como lo deserto. Sed chi sunt isti impertinenti et sfacciati trogloditi?

C'est lo "Simpathico", che crede de cumquistar l'amata vostra emettendo dallo orale orifitoi enormi quantità di battutine sine senso alcuno. Costui, diniegato della vostra dama, est rapido nel risponderle: "Excusa sed qual probema c'est? Ego geloso non sono!". Lo simpathicone est uno exemplare assai comune, se becca obvunque et obvunque riesce a scassar le pale dello vostro mulino.

Poi arriva lo "Insistente", solingo sodale della vostra Dama est et superior vobis crede d'esser. Cum fare frequente cerca de abbordar la vostra donzella cumparando le sue qualitade cum voi "Mea Domina ma como fate a stare cum illo? Ego ve potrei far sentire una vera feudal donna!" Isto hominide pole esser assai tedioso poichè amico della vostra Domina la quale per pietade non ve accumsente de castrarlo alla guisa dello bove.

Vi è lo "Ubriaco", colui quae, spesse volte già stolto di per sè, dopo aver bevuto sì tanta cervogia da aver la mens annebbiata, non s'accorge quae allo fianco della vostra dama danzante vi siete voi. Codest'homo, attaccandosi alla vostra dama como uno pidocchio et sbavando como uno canide, costringe sovente vossignoria ad sporcarsi le mani usando la vis pe' allontanarlo. 

Infine c'est anco lo "Opportunista" che cum la strategia della patientia non aspetta altro che specular sulle difficultà et cumplicationi nella vostra coppia. Illo pare tranquillo et dice de non haber doppi fini, uscendo a prender una coppa de ippocratico vino solo pè favellar de lo ultimo miraculo della madonna che lagrima nella abbatia dello borgo vostro o delli ultimi musicali cumponimenti de Enrico VIII. Costui in veritade est cum vobis poichè lì vi è la vostra dama: como la serpe che immobile si finge morta, illo est pronto a fingersi innocuo pè poi morder iniettandole lo veleno dello peccato et dello tradimento.

Non ci resta messeri nell'exortarvi a porre fine ad isto tedio se ista insolentia est lontana dallo trobar finem non potete far altro che pigliar lo vostro Zweihänder et levargli lo fisicamente cum lo antico rimedio, antico ma sin'hora ancor funtionante.

Pubblicato in Costume e Società
Sabato, 16 Febbraio 2013 18:47

Forum: risolvere le contese con lo rogo

Accadde nello lontano XXXIII d.C.: uno ignavo et pagano Pontius Pilato, praefecto romanorum della provintia della Giudea affidò allo volgo bovidae et stultus la vita o la morte dello Nostro Signore Jesus Christi, nettandosi le mani dinanzi ad una prospectiva de vera justitia.

Elli praeferì dunque non assumer clara positione, come invece competea alla sua mansione, liberando uno furfante solo pello volere de' farisei, sadducei et deicidi et consegnando allo carnefice lo filio di Dio.

Voi, cari sodali, troverete sine dubbio alcuno retrogrado et injusto siffatto criterio, nevvero? Cogitate, invero, che tanta scelleratezza adviene nello quotidiano delle nostre urbe.

Una schiera de impostori, regretti et fasulli magistratii s'avvicenda ogne dì nello judicar cum mali criteria le frivole dispute tra matrone incartapecorite, jovini scostumate, vegliardi infingardi et empi vicini de' dimora.
Sotto la regia della megera Rita dall'Ecclesia (de Lucifero) et dalli suoi tirapiedi, cotesti mendaci figuri, cum uno sacco de' patume calzato alla guisa d'una toga, si serbon dello judictio popolare, emanato da vegliarde acide como l'aceto et da comari baccanifere lo cui fodero giammai conobbe lo jus primae noctis, tanto est difficoltoso lo levarsi del nobil randello dinanzi a tanta bruttura di volto.

Dopo tanto cianciar et uno farlocco ritiro per deliberare, junge dunque lo injusto verdetto a favore dell'una o dell'altra factio. 
Ma lo vero magistratus, nominato dallo Imperatore, est lo feudatario o, nelli casi extremi lo inquisitore, convocato dallo vescovo (a sua volta voluto dallo Imperatore).
Elli, ispirato dalla Divina Provvidenza, affida allo boia li justi rei dopo meticolosa interrogatio praesso lo desco de' tortura delle feudali secrete.

Hodie, tuttavia, mancando coteste nobili autoritas, Feudelesimo e Libertà subgerisce allo magistratus de affidar le anime de omnia contendente allo correcto, lapidario et severo judictio de Minos et lo loro corpore alla mercé dello esecutore che si curerà di purificarlo colle sacre fiamme.
Non abbiate tema dello rogo d'innocenti, poiché nella sua magnanimità, lo Signore Iddio riconoscerà li fedeli meritevoli di varcar li aurei cancelli del Regno dei Caeli.

Pubblicato in Costume e Società