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Articoli filtrati per data: Febbraio 2013 - Feudalesimo e Libertà
Giovedì, 14 Febbraio 2013 17:59

Un trono consono per i tronisti

Nemmanco lo tempo di donar la facoltà della libera favella ai canidi et alli suini che ecco spuntan in ogne loco troni, scettri, corone et altra ferraglia, dozzinali simulacri delli unici regal orpelli che Dio volette in cotesto mundo: quelli dello Imperatore.

Vediam scettri et corone in mano alle plebee de Madonna-Feudo-Italico: plebee sì pulchre, ma anco sine gratia alcuna et cum indosso solo uno nigro straccio onde obscurare la pochezza dello proprio intellecto cum beltà di terga o abbundantia de' mammella. 
Regine delli sudici viali dello borgo, le avrebbe nomate qualcheduno in altri tempi.

Ma ciò appar frivolo et de' poco conto dinanzi a quanto invece accade in altro loco. 
Nello V elettro-palco, sotto la conductione del barbaro Marius della tribù delli Filippidi (dallo quale già vi mettemmo in guardia http://www.facebook.com/photo.php?fbid=209274692548142&set=pb.181334612008817.-2207520000.1360829906&type=3&theater ), sfarzosi sed indigni troni passano di terga in terga, ospitando la peggio felloneria, stoltezza et barbarie.

Si noll'avete ancor recognosciuto, est "homini et madonne" lo avamposto di Lucifero di cui favelliamo in cotesto dì. 
Cotesto vespasiano sine moenia, cotesto porcaio, cotesto lazzareto d'appestati, da troppo tempo, non solo esalta scemi del villaggio et criature che habet lo cranio sol pe posar qualcosa sulle spalle, ma li accomoda anco in vellutate seggiole per gridar ingenti vergate all'altri tra li applausi scroscianti di genti evidentemente nate cum II mani di troppo et uno cerebro di meno.

Ebbene, cari sodali. Chi mai siede su cotesti regali troni? 
La impeccabile analisi di Feudalesimo e Libertà non poteva non inserire nelli suoi bestiarii anche cotesti figuri:

Da sinistra: ecco seduto lo tipico energumeno. Ben pettinato per sembrar uno homo et non lo cinghiale qui est, lo messere in quaestione non habet uno grande ruolo nella disputa in corso; ello observa spaesato lo pubblico in attesa che qualcheduno gli tiri una ghianda o una carruba.
Li magistri dello programma han optato de non farlo sedere sullo trono, in quanto v'è il rischio che lo insozzi colle sue deiezioni.
Ma non denigriamo la sua natura, di gratia: est enco lui criatura de Dio! Lo suo possente corpore et lo taurino collo, peraltro, bastan pe far spettacolo: ogne foemmina che vuol emulare Pasifae gradirà cotal animalesca visione.

Poco più in là ecco lo "tronista-tipo" de Homini et Madonne. Perdete ogni speme, oh jovini sodali, le mulier delli vostri soldi anelano lo suo fisico asciutto, li suoi chiari augen, le sue candide fauci, li suoi sodi glutei, la sua chioma sempre conciata ammodo (gratiae alla verga, giammai egli calzerebbe un elmo cum celata!) et lo suo piglio mascolino con lo quale ogne donzella cade alli suoi calzari a punta collo solo schioccar de dita.
Le sue mani non han mai gnosciuto laboro, la sua fronte non habet mai gnosciuto sudore, la sua schiena non habe mai gnosciuto nerbate..non trobate sia lo caso di presentargli cotesti scognosciuti? 

E che dire dello blanco vestuto? Jovine de magna sensibilità, glabro corpore e portamento regale da vera Maria Antonietta de Franza. Non ci curiam se a illo aggrada lo mazzuolo o lo fodero, ma per certo lo suo risponder alla guisa d'una foemmina in preda allo mensil sanguinar è cagion de non poca irritatio. Sotto le sue terga non potea che esserci uno altro trono. Anco illo, non habendo mai mosso uno ciottolo in vita sua abbisogna de' soffici seggioli per posar comodo et sentir l'altre fandonie. Fandonie alle quali sarà capace de risponder cum fondonie ancor più magne, specie se si osa parlar in malo modo dello marchio de rasoi per gambe suo prediletto.

Non potea mancare la vegliarda navigata. Quella che tutto gnosce et tutto habet vissuto nello suo corpore. Lo suo sguardo est altezzoso alla guisa di chi la sa lunga. Guai ad alzar sopracciglio su quanto favella: sunt mantinente urla et grida de mancantia de respecto verso le persone d'una certa età et cetera et cetera. Poco ci soffermiamo su costei in quanto, ad esser schietti, poco altro abbiam da dire sullo suo conto. Una vita de' menzogne ordite ad hoc per fare la saccente si commentan da sole.
Nihilo trono anco per lei, le sue secche terga rischian di far effetto velcro collo cuscino. Più saggio pe' lei est lo uso della fredda plastica.

E per concludere, ecco, a voi sodali che habete avuto la pazienza de legger fino a quivi, la strillona della compagine! Illa est la classica jovine lo cui moroso d'adulterio si macchiò; illa est la mulier vittima d'ogne captiveria, li suoi oculi saepe colmi de lagrimae sunt cosicché lo pubblico bovidae non possa non prender le sue parti in ogne contesa.
Anco lo corpore adjunge maggior pathos alla sua trista istoria: uno gracilino busto issato su tortili trampoli de carne et ossi regge uno volto modellato dallo peggior artigiano dello Impero, esperto de' restauri di musi quanto lo est uno calciatore de' sfere nelli confronti dell'italico eloquio.
Né trono né spartana seggiola per lei: da mulier vituperata non può che star irta sulli suoi pedi per girovagar pello intiero loco a dimenarsi como un'invasata. 

Est dunque cotesta marmaglia ciò che debbon observare li nostri attoniti oculi? Est uno trono degno de ospitar uno branco lo cui più rispettabile membro sta in ista imago seduto allo centro?

Feudalesimo e Libertà est pello riconoscimento dello loco justo pelle terga juste e propone lo uso della seggiola inquisitoria per siffatti messeri, convinto dello facto che essi abbian molte più cose da dire delle futili quisquilie che biascicano.
Avanti, seguaci dei filippidi, prendete posto! V'è una seggiola per ciascuno, pubblico compreso!

Pubblicato in Costume e Società
Mercoledì, 13 Febbraio 2013 17:23

Malnato Guglielmo Cancelli!

Per certo, multi fra vos adoperano uno diabolico computatore cum "Ventane MCMXCVIII", "Ventane experientia", "Ventane viso", "Ventane VII", etc. per gnoscer la parola dello Imperatore e per cotesto motivo andranno allo inferno parimenti alli possessori delle merci partorite da Stefano Mansioni et la sua cupa officina "Pomo".

Non vi rendete conto che adoperando cotesti immondi istrumenti, non solo fate lo volere di Lucifero et delli suoi alfieri, ma anco arrecate danno allo vostro corpore, le vostre gonadi in primis?

Ogne macchina infatti, quando sta eseguendo labori di vital importanza, s'arresta davanti allo suo fruitore mostrando cum orgoglio lo ceruleo stendardo che tanto male ha portato tra li homini fin dalla pria sua creatione.

Sia che lo messere stia vergando documenti importanti pelle sorti dello Impero, sia che egli stia semplicemente sollazzandosi cum elettro-ludi di sorta, la cerulea insegna d'errore appare allo improvviso facendo rogo dello laboro non preserbato et cagionando allo messere in questione le seguenti reazioni:

I) Primo attimo de attonimento;

II) Lectura allarmata delli vocaboli che sembran vergati da Saladino in persona, tanto son incomprensibili;

III) Tremolio delli arti superiori mentre si prende coscientia della dura realtà (ad esemplio un'intiera nocte de duro laboro gettata ai verri);

IV) Pressione compulsiva de' ogni pulsante presente nello campo visivo, che talune volte provoca lo rinfocolar dello sistema o allarmanti suoni;

V) Urla disumane et blasfemie contra lo Nostro Signore Iddio ch'altro non cagionan se non multi altri anni di damnatione alli inferi;

VI) Rassegnatione, rinfocolamento dello sistema et principio dello laboro da capo.

Sed tutto ciò habet un principio, nello momento in cui Lucifero decise di stringere un patto con uno jovine di nome Guglielmo Cancelli.
Già da quando elli varcò pella pria volta la porta dell'accademia, giurò allo maligno de perorar la sua causa coll'auxilio della nova tecnologia et della modernità, da sempre inimiche delli homini pii et dello Impero.

Manco attese lo termine delli studi, che già lo malvagio artigiano si mise all'opra per produrre quanto in futuro avrebbe corrupto ogni buon core. Cavo dopo cavo, saldatura dopo saldatura, prendea così forma lo colosso delle tenebre nomato "Ventane".

Lo popolo ingenuo accolse cum tripudio la venuta di siffatto macchinario: finalmente lo banchiere poteva eseguir li suoi calcoli sine abaco, finalmente lo scrivano potea vergar in tranquillitade sine lo timor de macchiar la pergamena collo calamo e dover rifar tutto da capo.

Como lo caballo delli achei che superò tra li festeggiamenti le mura dei troiani, lo computatore di Cancelli, insieme a quello dello suo alleato (et finto adversario) Mansioni, entrò in ogni magione tra l'entusiasmo di grandi et piccini, seminando il germe del dimonio ove l'homo mostransi più debole et meno accorto.

Accadde così che, die poscia die, lo homo divenne succube dello macchinario computatore, perdendo la destrezza nello calcolo manuale et nella solutione delli problemi collo ingegno, mentre le officine dello "Parvomellifluo" et dello "Pomo" seguitavan a produrre oggetti sempre più sofisticati et empi, costringendo alla eterna damnatio tanti ingenui popolani quae cadevano nello suo tranello.

Feudalesimo e Libertà est pella dignità dello homo et pella sua suprematia rispetto alla macchina. 
Egli non ne est succube, ma padrone.
Egli non deve soccomber alle trame ordite da Gugliemo Cancelli per destabilizzare i villici et condurli nella via dell'empietà.
Egli, quando vede apparir siffatta insegna, non deve darsi vinto, ma anzi accorrere allo suo pagliericcio, estrarre da ivi la fida mazza faerrata, far ritorno allo suo computatore et, colla forza dello Imperatore et la beneditione di Dio, assestare uno buon fendente allo stendardo del male.

Perché una mazzata alla cerulea insegna della mietitrice est una mazzata allo volto del malnato Guglielmo Cancelli.

Perché una mazzata allo volto dello malnato Gugliemo Cancelli est uno voto a Feudalesimo e Libertà.

Pubblicato in Costume e Società
Lunedì, 11 Febbraio 2013 15:59

Non mi fai entrare nella tua taberna? Insisto!

Chi, fra vos, omini et donne mondani, de' incappar in siffatta spiacevole situatio?

Accade quelli vespri in cui vos, signori amanti dello cheto vivere, per far contenta la dolce morosa tratta in peccato dalle serpi sue sodali como la progenitrice Eva, acconsentite d'andar nelli lochi di perditione, ove lo frastuono et li guitti fan da sfondo ad un girone dantesco fatto de spintoni, flussi d'ormoni et lo conseguente odor de accampamento saracino.

Già sconfortato dalla prospettiva di subir pe' multi, multi giri de clessidra tanto tedio da rimpianger li momenti in cui si ricevevano litri d'olio bollente sullo capo, lo povero messere s'acconcia cum cautela per tutelarsi dalla marmaglia: Ausbergo di maglia pesante, gabbione, spallacci, guanti d'arme, gambali, cimiero cum celata et fido mazzuolo pelli crani delli zotici troppo molesti.

Smontato dallo destriero et sentendosi sicuro dalle adveristà, lo messere cum la sua adorata si dirigon allo portale dell'infernal loco.
Ma testé giunge lo altolà dello energumeno, lo quale, squadrando da capo a piedi lo fiero cavalier favella de' vesti consone allo loco ove v'apprestate a far accesso.

"Ma come - pensa lo perplesso messere- tal gigante giammai ebbe da dir sullo scostumato vestir di talune pulzelle entrate pria, le quali calzavan justo una pezza de stoffa che per poco non lasciava sbucar lo vello dello fodero loro, et ora narra me di abiti consoni?". 

Convinto ormai che la nomea de "gorilla" di siffatto energumeno est dovuta più alla forma dello suo cerebro che a quella suo corpore, lo scoraggiato messere è costretto a denudarsi della unica protetione dalli guitti demoni et rassegnarsi a ricever spallate, spinte, calpestate de pedi et corteggiamenti alla sua dama sine poter spappolare vuoti crani alla guisa di budini.

Feudalesimo e Libertà dice basta a cotal indecenza e riconosce allo messere, costretto a recarsi in tali postacci, lo diritto de difender la propria persona et lo proprio onore cum la forza delli bracci, forgiata da giorni et giorni di laboro sotto lo sol cocente o durante lo freddo inverno.

Feudalesimo e Libertà riconosce nello robusto ariete la vera virtù dei forti, lasciando la calma alli omini di chiesa.

Pubblicato in Costume e Società