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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Gabella pella Terra Santa? Giammai!
21 Lug
Pubblicato in Costume e Società

Pella nova Crociata la corsa è Gratis!

Molti sodali, non avendo a dispositione uno destriero, che solo li nobili si possono permetter, son costretti ad utilitzar li mezzi inutili ed eretici que la modernitade offre loro, come le lunghe carrozze sine equino que semper in ritardo sunt.

 

Esti sodali sunt però certamente valorosi et coraggiosi, et capita sovente que volian comunque tentar de' raggiunger la Terra Santa con esti mezzi, in pellegrinaggio o pe' unirsi a una crociata che liberi novamente lo Santo Sepolcro, restituendolo alla cristianità. Poco accorti nello scovar però li infidi tranelli dell' inimico, appena saliti sulla carrozza semovente esti villici vengon fermati dalle numerose spie del Saladino ivi presenti. Esti infedeli celan la lor identità mediante uno copricapo riportante esternamente la littera "f", ma all'interno nello stesso punto vi est una littera araba " ﺟ " iniziale della parola "jihad".

 

Essi richiedon quindi una pergamena de' viaggio, osservan se vi est lo sigillo del Saladino et costringon quindi lo valoroso pellegrino pria a sborsar tutti li fiorini che possiede pe' finantiar le armate saracine, poscia a scender dalla carrozza in lande ignote, con la coda tra le gambe poichè convinto d'esser nel torto, ignaro d'essersi trovato davanti uno saracino cammuffato da carovaniere.

 

Feudalesimo e Libertà vole quindi invogliar li suoi sodali a recarsi alla nova crociata pella liberatione della Terra Santa con qualunque mezzo: la corsa, pe' decisione dello Imperatore, est gratuita pe' chiunque! Si dinieghin le richieste delle spie del Saladino, ricorrendo allo stocco se necessario.

 

Alla pugna!

Meno Crocetta, più Crociati nelle lande Sicule
22 Lug
Pubblicato in Politica

Crocetta si dimette? Tornino gli Svevi e gli Altavilla a governar la Sicilia!

INSENATURA (Palermo): Poscia lo scadalo* c’habet travolto lo camaleontico gubernatore siculo Parva croce (così nominato pella sua pequena fede in Iddio), saemper più propinque si fanno le voci d’una sua possibile defenestratio da parte dello bischero praesidentem dello Consilium Matteus Lo Renzi (lo giammai Magnifico).

 

Se spalancherebber così li usci alle demoniache eletioni democratiche che porebber sullo Trono dell’isla qualche indegno figuro: che sia un lestofante amico d’altri lestofanti, che sia un politicante avezzo alla tolleranza et allo buonismo poco importerebbe nobis. La corruzione, lo malaffare et lo pedissequo utilizzo dell’eretica tecnia muderna proseguirebbe cum goberni de destra, de manca et d’ortotteri. 

 

L’unico vero gobernator c’habet diricto de ducere lo popolo siciliano dev’esser un discendente delli reggenti Normanni giunti anni orsono in este calde lande mediterranee! Solmente illo potrà vettovagliare et addestrar un novo esercito pella riconquista dello Santo Sepolcro et dello Regno di Gerusalemme. 

 

Che la Sicilia ridivenga bastione de Morale, Cultura et Cristianità. Che la Sicilia ridivenga Normanna!



* Lo settimanale "Detto", alcuni dies orsono, habet pubblicato alcuni messaggi sottratti alli piccioni viaggiatori dello cerusico dello crasso regnante in quid si favellava della possibilità d'assasinar vilmente la progenie d'un nobil'uomo che tempo orsono si battè contro una banda de potenti sgherri.

Messina, scalo per la Terra Santa
27 Feb
Pubblicato in Politica

Si avviino le vere grandi opere!

Li politicanti nostrani, onde raggranellare li voti della plebe credulona, han pe troppo tempore millantano de' "Grandi Opere". Quali sunt codeste magne opre? 

Sunt forse esse li incastellamenti pe' difendersi dalli infedeli et dalli pagani adoratori di Odino? 
Sunt forse esse li grandi assi viari per conjunger le varie provinze dello Impero sine che li caballi si rovinino li zoccoli sullo empio asfalto?
Sunt forse esse folte schiere de' trabocchi, balliste, torri d'assedio et quant'altro utile pro varcar le mura inimiche ed darsi allo sano saccheggio?

Obviamente no!

Li malo gobernanti finora alternatisi han stanziato ingente pecunia delle gabelle pe' aedificar uno ponte per conjunger le terre calabre a quelle sicule, onde, a detta loro, velocizzar li collegamenti.
Ma, cari sodali, per quale obscuro motivo uno siculo dovrebbe lasciar le proprie terre ogne dì? 
Parimenti, perché uno calabrese o uno lucano debbon ogne dì andar in terre sicule? 
Non basta pella occasionale traversata uno simplice bastimento?

La verità est che i furfanti che finora han regnato li feudi italici, sine fide, sine onore et sine dignità alcuna, son stati prezzolati dallo astuto Salah-Al-Din per realizzar siffatto ponte et permetter facile attraversata alle armate dello jihad, pronte ad invadere via mare lo meridione dello Impero. 

Nello Nord della penisola, invece se favella de' uno foro sotto le montagne. Perché mai l'homo deve moversi nelle caverne alla guisa delle fiere? Intra le montagne vi son gl'avamposti dello Diaulo allo quale non sembrerà vero che delle povere animae si dirigon in fila longobarda nella di lui tana.
Lo homo est abiutato a passar sovra le alture, respirarne la frisca aere et issare, passando pella vetta, la bandiera dello Impero.

Cotesto foro, como li carri rapidi semoventi che vi passeranno intro, servon solamente a rifornire de alabarde, forconi, balestre et quadrelli li malnati eretici della Linguadoca sine destar l'attenzione dello Imperatore, il quale però vede anco oltre la roccia. 

Feudalesimo e Libertà si oppone alle oprae che adiuvan lo inimico ad innalzar minareti nelle nostre terre et che arman le mani dell'eresia!

Ordunque, la pria vera grande opra pelli feudi italici sarà la riedificatione delli accampamenti pei pellegrini in ogne regione italica, disponendoli in uno percorso che condurrà all'urbe de Messana, alli possenti moli siculi pella Terra Santa, ove i bastimenti caricheran a bordo le armate di Dio pella liberatione del Santo Sepolcro.

Avanti colle magne opere de Feudalesimo e Libertà, sodali! Mano a chiodi et martelli, v'è un porto da costruire. Deus lo vult!

Inutile mandare militi nella Bactriana
20 Feb
Pubblicato in Politica

Via dall' Afghanistan: a Gerusalemme!

Prosegue la noster campagna contra li sprechi et lo sperpero de quattrini imperiali di codesti ultimi anni. Hodie prendiamo parola contra la pugna.

Lungi nos dal voler fare dello proselitismo contra la bella tutta, pugnamo simplicemente lo sperpero de jovini omini in quelle ch'appellano "missioni de pax", ma che nello facto sunt scaramucce per ingrassar empie panze.

Sunt anni oramai que favellano de pugnare altri populi pe' diffondere la democratia. Favellano que existon populi cui est necessario que vengan donati li sani valori liberisti et cumsumisti, quam fossero uno morbo da contagiare o una nova ricetta de gustose leccornie da far gnoscere alla comare vicina.
Favellano de "missioni di pace" et cum macchinari demoniaci sacrificano la vita di jovini rampolli spediti oltre li cumfini imperiali a morire sotto li colpi dello inimico.

Lo nostro impero no habet altri priorità?
Lo populo est 'sì soddisfatto dello proprio vivere da gradir spender inutile tempore pugnano contra l'aere?

Giammai, messeri!
La stultezza non gnosce limite alcuno et li attuali regnanti imbarcan mille mila jovini a pugnare pe' uno nauseante, purtrido et appiccicoso oleo nero: "lo petrolio".
E a che serve siffatto fluido? A sfamar le genti ed evitar carestie? Ad armar li nostri homini contra lo inimico? Manco per idea! Millantan che lo petrolio est utile per mover lo carro, per produrre energia et per far volar lo homo.

Vi rendete conto di quanta cialtroneria debbon sopportar li nostri orecchi? Anco li scemi del villaggio san che lo caballo move lo carro, che lo mulino ad agua o cum la vis di Eolo produce energia (provate ad adoperar lo petrolio per pressar lo macinato e vedrete che malo pantano ne vien fora). Per lo resto: far volare lo homo? Qual assurdità! Lo homo deve rimaner a terra como Dio habet stabilito! Si vedan le sorti di Icaro per gnoscer cosa spetta allo homo che osa librarsi nell'aere!

Orbene, cumstatato che lo petrolio est utile sol per imbrattar de nigro le nostre terre, possiam urlare basta cum cotesta presa per li fondelli, BASTA CUM CODESTI DEMONIACI ACCORDI!

I malnati gobernanti dello moderno tempore sunt stati capaci de infangar la sacra Pugna, qvella que fa sentire vivo lo homine, que consegna sullo polveroso campo della pugna l'occasione di dimostrare allo Imperatore et a Dio lo propio valore.

Si abbandonino codesti vacui deserti et si puntino le lance verso la urbe gerosolimitana! Si straccino li vessilli ad astri et strisce et si marci sotto l'aquila dello Imperatore et la croce dello Nostro Signore!

Alla pugna, sodali! Et que sit inarrestabile la vostra tenacia contra li malvagi, ma abili infedeli!