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Da manca verso retta: Ruperto Testicula, Ruperto Cota, il Doge Zaia
28 Feb
Pubblicato in Politica

Allarmi! Li pagani barbari dello nord minaccian la secessione!

Qual'oltraggio, sodali! Li smeraldini barbari pagani quae vivono nello settentrion dell' italica peninsula si son ridestati per rivendicar tali terre!

Vestuti dello verde dell'invidia et manducatori di polenta mantecata cum tocchi de carne umana, li consoli delli comuni nordici han serrato le porte delle loro urbis allo Impero, proclamando l'indipendentia administrativa et tributaria dallo potere che Iddio conferì ai discendenti di Carolo il Grande.

Chi capeggia le rivolte di siffatti bruti? 
Già da qualche anno lo feudo de Augusta Taurinorum, hodie nomato Piemonte est in mano allo empio Ruperto Cota "lo Pallido", sempre burbero in volto et favorevole a bucare le montagne per dar man forte alli eretici della Franza meridionale. Fra li suoi vassalli v'è anco lo farabutto Fassinus, che seppur par de altri ideali, in realtà vaga pello Impero a menar gramo fomentando rivolte decentraliste.

V'è poi lo doge Zaia, eletto fra li contadini liberti per adfermar la supremazia delli prodotti veneti, como se non fosse merito dello Imperatore se li campi sunt rigogliosi et lo sole sempre splendente. Costui s'è pure fatto portavoce delli padroni del vapore locali che volion negare li justi tributi allo goberno centrale, preferendo depositarli nelli fortieri delli infedeli elvetii.

Junge allo potere, in cotesti ultimi giorni, anco lo più malvagio, il Ruperto Marone general d'armata delli barbari smeraldini. Li suoi rubicondi doppi-oculi donatigli da Lucifero, permetton lui de veder nella nocte alla guisa d'un felino et de infiammar lo ligno con un sol colpo de palpebra. Complottardo della pria ora, costui fuit anco scoverto anni addietro dalla guardia Imperiale mentre acquistava armamenti bizantini allo mercato nigro et, invece ch'arrendersi alli armigeri, egli morse alla guisa dello canide Cerbero lo forte polpaccio d'uno di essi.

Sunt ora essi uniti nella pretesa de fondar la fantomatica "macro-regione dello Nord" per emanciparsi da ogne potere decretato da Dio et permetter alla plebaglia de gobernare como in una res pubblica. Est forse tutto ciò admissibile? 

Invochiamo immantinente la discesa da Aquisgrana dello Imperatore, novello Barbarossa, et lo ripristino dell'ordine! Dall'Andalusia all'Apulia, dalla Sicilia alla Prussia, l'Impero sia unico et indivisibile!

Chi inneggia al Saladino nei muri est un optimo puntaspilli
22 Feb
Pubblicato in Costume e Società

L'imbrattatore di muri faccia da bersaglio

Sodali! Est junto lo tempore de pugnar lo ennesimo mal costume!
Ogne nostro borgo gnosce et esecra la piaga di quelli zotici che si fan indignamente chiamare "scribani" o "artisti de mulattiera"! 

Cotesti bricconi, cacciati dalle botteghe d'ogne artigiano et pittore pello lor cattivo gusto et pella lor inettitudine, passan lo dì a pinger li muri dell'altrui magione cum diabolici barattoli che sputan pigmenti de' ogne sorta: l'ideal istrumento per chi non habet lo pollice opponibile pe' impugnar lo pennello.

Como se l'atto in sé non bastasse, siffatti bruti vergano nelli muri indicibili empietà, esaltano lo inimico saracino e, per coronar la propria cafona opera adjungon l'effigi di divinità falliche o ulteriori scripte como "Sia lode alla vulva", credendosi a tal guisa avanguardisti et spavaldi trasgressori delle leggi, perché, si sa, allo giorno d'oggi est cagion de fascino l'esser canaglia piuttosto che l'esser probo.

Perché, ci quaediamo, la società odierna tollera cotanto squallore? Perché, ci quaediamo, lo gusto artistico est ricognosciuto ad isti fasulli ribelli? Non v'è onor nello pingere alla chetichella blasfemie et darsela a gambe quando arrivan li gendarmi! 

Se lo villico vuol disgratiatamente reinventarsi ribelle, ha solo da coglier lo suo forcone, far combricola colli suoi sodali et batter li callosi pugni contra le bugne dello palazzo signorile, ben sapendo che da lì a poco la sua carcassa verrà travolta dalla cavalleria gotica dello Imperatore. 
Quello potrà anco esser uno ingrato plebeo che disdegna lo amor dello suo sovrano, ma per lo meno ricognosciamo lui la dignità de haber mostrato lo suo muso sine tema: cotesto est lo ribelle che c'aggrada, non uno guitto incapucciato cum bomboletta alla mano et le gambe leste!

Feudalesimo e Libertà s'oppone a quanti volion punir cotesti malnati cum una sterile tirata d'orecchi! Essi sunt più testardi dello ciuco, poiché lo diaulo tenta la lor mano più di quanto possa far lo buon senso. Non v'é cura per siffatti pestiferi.

Ordunque, quando, affacciandovi dai vostri merli, scorgete uno "artista da mulattiera", emule delli mori dello ghetto, che imbratta li muri dello maniero vostro, non sprecate tempo et fiato a chiamar li gendarmi: sfilate dalla faretra la faerrea cuspide, incoccate lo fusto, accarezzate lo piumaggio mentre tendete la corda fino a toccar lo mento colle falangi et, poscia haber salda la mano collo listello, scoccate la vostra lectio de decoro alla schiena dello imbrattatore.

Perché la unica cosa che può lordar le vostre pareti giovandone il pregio est solo lo sanguine inimico.

Votate lo movimento contra lo degrado et lo squallore!

Votate lo movimento pello ritorno alle vere arti!

Votate Feudalesimo e Libertà!

Lo momento della stretta di mano tra il vassallo Ziprasso e Lo Imperatore
08 Lug
Pubblicato in Politica

Raggiunto l'accordo tra Tsipras e Lo Imperatore

AQUISGRANA L'accordo fra lo gobernante ellenico Alessio Ziprasso e Lo Imperatore est stato finalmente raggiunto durante lo vertice odierno ad Aquisgrana. Dopo lo referendum che ha visto lo popolo greco votare al 100% per l'annessione allo Sacro Romano Impero, l'intesa era alle porte.

Accordo raggiunto. I punti, proposti da Ziprasso congiuntamentamente con lo tesoriere Euclide Zaccalotto et con lo ex-tesoriere Joanni Varufachisso prima che si ritirasse a raccogliere olive nel podere del suo feudatario, sono stati accettati dallo Imperatore senza battere ciglio: Ziprasso non avrebbe mai osato proporre qualcosa di non compiacente, col rischio di finire alla gogna.

 

Cattolicesimo e crociate. Tra li punti cardine dell'accordo vi sono la conversione del popolo greco dal cristianesimo ortodosso a quello cattolico "Abiurare una religione scismatica dev'essere lo primo passo per chi vuol realizzar l'unione" - ha dichiarato Ziprasso - "e siamo pronti a convertirci al cattolicesimo per entrare nello Sacro Romano Impero". Trovata l'intesa anche riguardo al transito dei crociati diretti in Terra Santa: avranno passaggio libero anche nel caso in cui il comandante sia il Doge Enrico Dandolo, con la tutela del diritto di saccheggio.

 

Lotta ai privilegi. In quel di Aquisgrana s'est discusso tantissimo anche di lotta ai privilegi. "Ritengo justo che lo popolo ellenico stia a laborare la gleba finchè non si schiatta, poichè adoro le olive" - ha dichiarato Lo Imperatore al termine dello incontro - "per quanto riguarda li armatori, inveco, verranno messi al remo delle loro imbarcazioni che saranno utilizzate per trasportare militi in Terra Santa".

I commenti. Soddisfazione anche da parte dei Cavalieri Ospitalieri: "la tassazione agevolata ci consentirà di trasportare a Rodi le ricchezze trovate in Terra Santa " afferma Folco de Vilaret,  il loro portavoce. Pareri contrari invece dal Saladino e dalli suoi sgherri, intimoriti dai massicci arrivi di crociati.

 

 

 

Il saracino afferma che la terra è immobile. Lo Imperatore tuona: "Ha scoperto l'idro rovente!"
04 Mar
Pubblicato in Costume e Società

Il saracino afferma che la terra è immobile. Lo Imperatore tuona: "Ha scoperto l'idro rovente!"

"Sono anni ch'affermiam quella che est palesemente La Verità, sostenendo la legittimità dello rogo a Giordano Bruno, eppure ciò non ha destato le dormientimenti corrotte dalla tecnologia delli homini moderni, che continuan a creder allo moto terrestre. Qua di sfere che rotan vi son solo le mie quando sento eresie come quelle di stampo galileiano et copernicano!."

Queste le prime parole dello Imperatore, che, intervenuto sul tema con un tempismo eccezionale, ha deciso di commentare le affermazioni d'un imam saracino che dimostra, con rigore assoluto e ragionamenti di ferrea logica aristotelica, come la Terra sia immobile.

"Ci stupisce che la veritade arrivi, per quanto in ritardo rispetto a noi, proprio dalli nostri nimici di semper - dichiara Lo Imperatore alli strilloni cittadini - e che la tanto rinomata comunità scientifica sia rimasta invece ancorata a retaggi eretici ancestrali su questi temi, facendosi scavalcare pure dalli saracini, che, grazie a codesto moderno Averroè, fanno un balzo avanti sul piano culturale. Ora toccherà a noi, Sodali di FeL, esporre la nostra superiorità dimostrando che la Terra est piatta et al centro dell'Universo".

Toccherà quindi a Feudalesimo e Libertà fare luce sulle tante questioni che la scienza moderna non est in grado di spiegare con accuratezza: "Codesta mefistofelica situazione est dovuta all'inadempienza dei tanti servi della gleba, che nella modernità sono ancora troppo alfabetizzati et hanno atteggiamenti da vergafanciulli, sovente indaffarati a visionar lo Magno Frater, piuttosto che laborare nelli campi dei rispettivi feudatari o pugnar li nimici".
Dopo questo breve, seppur intenso, scambio, Lo Imperatore si congeda sine proferir altra parola. La Pugna, infatti, lo attende e non puote certo degnar d'altro tempo noi miseri servi suoi.