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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Destati collo rassicurante canto dello gallo!
25 Lug
Pubblicato in Costume e Società

Stanco de udir la lagna dello Diaulo?

Sodali! Est Dominica et non siete ancora desti? Habete giuciuto nello pagliericcio et otiato più dello strecto nicessario? State ancora sognando donne et homini ignudi or altre peccaminose situationi?

Allo vostro Signore non importa un fallo se habete passato tutta la nocte a tracannar cervogia in compagnia delli sodali or de adbondanti poppe, or se habete semplicemente scelto de passar la serata a base de autoerotismo or altre diabolerie simili. Illo praetende, justamente, che voi vi destiate allo sorgere dello Frate Sole et sfruttiate allo maximo lo durare dello jorno.

Non sarà mica che ancora fate adfidamento alla blasfemia scagionata dallo trillar et dallo sonar de tecnologici apparecchiature numerate? Como fate a porre fide in isti diabolici instrumenti spaesso fabbricati dalli maligni artigiani dello Catai? Gnosciamo benissimo la loro inaffidabilità. Una copiosa schiera de villici ogne dì non se desta pè ista solita scusa: "Perdono meo Sire sed la mea svelia codesta alba non habet sonato!" BLASFEMIA! Como si fa a praetendere de sveliarsi tramite congegni dalla pulsante numeratio, che magari a una certa hora si mettono in funtione et evocano menestrelli or opinionisti che vorrebbero darvi lo bonodie. Lo puzzo de zolfo, tipico de daemoniaca praesentia, est solito infestare tante magioni ogne mattino a causa de cotesti congegni.

 

Feudalesimo e Libertà aberra iste apparecchiature et ve invita a non adfidar la vostra vita a tali aggeggi. Se siete caduti in temptatione fate una cosa, la più intelligente et scaltra: pigliate la vostra stella dello mattino et battete sì forte ella fino a che li ingranaggi della sì detta sveglia non schizzeranno da ogne parte! Lo unico et justo modo pè liberarvi dallo peccato et eliminarlo alla radice est lo dalle fundamenta repartire. Chi gnosce melior lo scandirsi dello die cum la nocte or lo sorgere dello Sole se non lo fidele Gallo? Soave melodia scaturisce dalla sua ugola ogne mattino et cum rassicurante serenata ve sprona a alzar le terga dallo pagliericcio et smetterla de perder ancora tempore poichè chi non traballa, oltre a non far all'amore, se pilia deca nerbate sulli stinchi.

Inoltre remembrate: non c'est cosa melior de far passare lo giramento de capo dovuto allo scadente ippocrasso che vi hant refilato cum lo ritmico zappar et tenendo particular attentione a non scagliarvi la lama della vanga sulle gonadi, potrere reuscire a retrovar la freschezza et la sobrietà tipica dello perfecto et instancabile villico

28 Gen
Pubblicato in Politica

Labora, peccatore!

Lieto dì, sodali! Lo Imperatore si augura che siate già desti et pronti a servir lo vostro Signore pe' una nuova settimana di laboro, che vos intraprenderete cum magno gaudio et gratitudine, ne siam certi.

Come la Sanctissima trinità est cumpusta dallo Pater, dallo Filio et dallo Spirto Sanctum, così la nostra societas est cumposta da III ordini. Li nobili que pugnan contra li infedeli e difendon li confini dello Impero, li monaci que orano et guidano le anime delli omini verso la salvezza aeternam et li laboratori que debon arar la gleba senza proferir favella. Gia tanti lustri orsono, codesta veritas venne messa per iscritto da uno pio homine di chiesa nello suo poema dedicato allo Re di Francia:

«La Chiesa [ma anche lo Impero, Nota Dello Amanuense] con tutti i suoi fedeli forma un solo corpo, ma la società è divisa in tre ordini. Infatti la legge degli uomini distingue due condizioni: il nobile e il servo non sono sotto una stessa legge. I nobili sono guerrieri, protettori della Chiesa, difendono con le loro armi tutto il popolo, grandi e piccoli, e ugualmente proteggono se stessi. L'altra classe è quella dei servi. Dunque la città di Dio, che si crede essere una sola, è in effetti triplice: alcuni pregano (oratores), altri combattono (bellatores) ed altri lavorano (laboratores). Questi tre ordini vivono insieme e non possono essere separati; il servizio di uno solo permette l'attività degli altri due e ognuno di volta in volta offre il sostegno a tutti. » [Adalberone di Laon, noto Ascelino - Carmen ad Rodbertum Regem]

Dalla letture di codeste parole, tradotte dallo latino perché siano cumprensibili ai più, tutti li homini rispettosi dello volere di Nostro Signore debon accettar la propria pusizione sociale. 

Oggigiorno tuttavia codesto Sacro urdine, è stato soppiantato da uno egualitarismo tra le genti sine alcuna divina legittimazione. Li titoli nobiliari sono divenuti carta straccia et lo clero stesso habet smesso di assumere alla sua historica funzione di redenzione delli peccatori. Lo affronto più grande fuit però compiuto nello ultimo seculo dallo volgo que, non parco di aber acquisito lo temporal potere, habet richiesto et in parte obtenuto di laborar di meno et haber diritti. QUANTA EMPIETA' !!!!

Guidato da Lucifero et dai suoi alfieri (Thomas Muntzer, Robespierre, Lenin et tanti altri) lo volgo abet ottenuto:

1) Di interromper lo laboraro dopo VIII ore, come se lo sole non si ergesse nello cielo per molto più tempore et la lampada ad olio non puote illuminar li campi, li mulini et li telai durante la nocte.

2) Di smetter di laborar dopo lo raggiungimento della senilità, come se lo ricevere una vita più lunga da Dio puote esser interpretato come uno incentivo a far divenir lo proprio corpore un tempio dei vizi e dello ozio.

3) Di ricever non XII stipendi allo anno, come li mesi que si è prestata la propria opera, ma XIII!!! Forse que lo anno est cumposto da XIII mesi? Solo lo diabolo puoter aver ordito una blasfemia simile.

4) Di poter interroper lo laboro quando illo vuole per andare a peccare et oziare in qualche lucalità di montagna o mare come se lo Signore non abbisogni delli suoi sudditi 365 giorni lo anno.

Li risultati di queste cosiddette "conquiste" sunt sotto li oculi di omnia. Lo Impero est perito, li infedeli vivono et prosperano nelle nostre urbe, lo volgo si lamenta pella mancanza di laboro et li monaci si dedican a molestar fanciulli. Tutto questo debe finire!! Si torni allo divino ordine!

LO NOBILE PUGNI CONTRA LI INFEDELI !!
LO MONACO ORI PELLE ANIME DELLI HOMINI !!
LO LABORATORE LABORI SINE PROFERIR PAROLA !!

Non rubar braccia allo Impero
11 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Fisico al laboro o laboro fisico?

Par che nello moderno die l'omo non s'occupi più dello laboro della terra ma perda le sue giornate alla ricerca di fallaci risposte ad ancor più insulse domande.

Qual giovamento pello animo v'è nella perdita di tempo alla ricerca nel "verminario orifizio" di una strada più breve per giunger allo stesso posto al fin di risparmiar tempo?

Qual sadico piacere v'è nel guardar vivere o non vivere un povero, seppur a volte di demoniache fattezze, felide nella sua piccola bara ammorbata?

Com'è possibile desiderar di trovare "gusti" migliori di quelli della cucina di madama Martina? O di aspirar di veder "colori" più vividi di quelli delle tele di messer Francesco?

Perchè li adepti del "germanico buono" continuano a cercar nello dimonio queste risposte? Credon forse che il loro acronimo sia miglior del nostro FEL?

Basta! Disarcioniamo Stefano Falconando dalla sua dimoniaca carrozza e chiediamo abiura per i suoi arcani vaneggiamenti che di tutto parlan ma che nemmanco son utili a spiegar como cade la mela dallo albero.

Puote l'omo sostituirsi a Dio, contestar lo suo operato o cercar di legger nella di Lui mente? Solo lo Imperatore ha lo sacrosanto diritto di dimandar ,anche se non s'abbisogna perchè già Illo possiede ogne risposta. 
E la risposta a tutto ciò molto facile est: usar lo fisico per laborare et pugnare! Lo Impero abbisogna di menti ubbidienti in braccia forzute, non di menti sognanti in corpi flaccidi e purulenti!