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Fabritius Fibrilla: l'homo delle rimae ad cazzum canis
27 Lug
Pubblicato in Costume e Società

Lo vostro stile libero ci fa un baffo!

Le schole d'oggi sovente strabordan de' vergafanciulli che stan lì a scaldar la lor cadrega colle terga anzichè star nelli campi a laborar como si confarrebbe a ogne baldo jovine in grado de' sollevar una zappa con le proprie braccia. Annoiati dallo non far niente et più analfabeti delli analfabeti stessi, essi diventan preda d'eresie dovute allo vergheggiar continuo davanti allo vetro catodicoo a elettro-ludoteche come la Ludostazione o la Deca-Scatola, o buttati su d'una strada. 

 

Specie in quest'ultimo caso alcuni eresiarchi, detti rapperiani, han terreno fertile pe' diffonder le loro dottrine insulse. Essi son capeggiati da obscuri profeti quali Fabritius Filamento, Morenus Porgiregali o lo trio "Cenacolo Molosso", che s'ispiran a profeti ancor più obscuri provenienti dalli inferi oltre le Colonne d'Ercole, come Mezzo Fiorino o Spione Segugio. 

 

Ahinoi! Come ci duol notare ch'esti eresiarchi rapperiani fan breccia tra li jovini anco più de' catari et dolciniani! Lo vergafanciullo ammira lo lor sguardo truce, le lor quattro parole spiccicate con malo eloquio et li loro racconti che fan vanto d'atti ignobili, pensando sì d'esser grande poeta come lo suo idolo Fabriutius Fibrilla!

 

Accade indi che, ritornando alla schola, lo vergafanciullo rechi magno tedio mentre aude recitar le soavi rime dello magnificente Lodovico Ariosto, refiuti de' istudiarle et le ripudi, mentre cogita nel contempo che lo suo guitto rapperiano sia un grande rimatore. Andiam però a vedere li lor componimenti!

 

- L' Orlando Furioso, Opera Magna de' Lodovico Ariosto, se' compone de 38736 versi in ottave, dette "d'oro" non a caso, che seguon con magna maestria lo schema ordinato de' rime ABABABCC. Lo poema narra delle gesta de'Orlando, valoroso paladino de' Carlo Magno, in 46 canti.

 

- Una qualsiasi delle opere de' Fabritius Fibrilla se compone de' un numero casuale de' canti, ognuno delli quali contiene un numero casuale de' versi, secondo niuno schema metrico et logico, aggiungendo a sputazzo qualche rima qua et là per darsi lo atteggiamento da poeta. Li suoi canti non narran le gesta epiche de' niuno ma son la solita critica insulsa de' color che in politica vorrebber sostituir li giullari con li giullari et non colli Imperatori, o le solite narrationi da ragazzaccio che si vanta delli suoi atti da guitto et dello suo sollazzarsi in atti eretici.

 

Ebbene, cari Messeri, chi est che sapie melio usar le rime?

Chi merita d'esser lo idolo delli studentelli che si dilettan nello favellar a lingua sciolta et nello poetar?

 

Allo rogo li rapperiani! Et chelo rimar sia forbito, ordinato et volto alla restauratio imperiale!

Quando lui canta, i menestrelli si suicidano!
20 Lug
Pubblicato in Costume e Società

Lo Moreno che ci piace, è quello posto sulla brace!

Lo menestrellus Moreno Porgi-regaloni, vincitor della cloacca catodica “Sodali” dell’androgina Maria delli Filippidi, est da poco salito alli honori della crunaca. Elli habet infacti musicato lo Principio d’un noto levantino manoscritto-animato sovra un’imprendibile lestofante che ruba ai ricchi per donar a se medesmo.

Magno scontento habet provocato inla italica plebaglia esta nova, sine però che lo reo menestrellus fuisse messo alla gogna o allo rogo.
Tralli suoi insuccessi rimembriam:

I. Que frastornatio

II. Gusto d’afoso tempore

III. La novella

IV. Lebero stile I

V.  Non modificheranno mai la mea persona

 

Invitiam lo volgo tutto a non audir mai più li canti d’esto vergacefalo ma sulmente le soavi ballate promosse dalli menestrelli Imperiali. Presto li missi imperiali scenderan da Acquisgrana per arrestarlo cundannarlo et porlo sovra le fascine acciochè la sua anima venga purificata dal peccato.

Fai vibrare la giusta corda
09 Gen
Pubblicato in Costume e Società

Musica, magister!

Est ora de porre fine a codesta piaga che colpisce tutte le piazze delli grandi borghi italici.
Chi, fra voi nostri sodali, non ha mai incontrato codesti obscuri figuri?
Accade proprio mentre, alla locanda dello borgo, vi accingete a mandar giù lo boccone dinanzi alla dama che corteggiate (o il cui cuore avete già tempo addietro conquistato): justo lo tempo de assaporar la delitiosa tagliata de' manzo et voilà! Come in un'imboscata delli peggior predoni, dalla siepe sbucano cantori, musici et menestrelli armati de' organetto, liuto et tamburello.
Essi han l'occhio de' mille falchi: in un istante eccoli dinanzi allo vostro tavolo, perché proprio voi siete le vittime designate, pronti a suonar lo medesimo campionario che pure Carlomanno reputava vetusto.
E via, ordunque, con le solite "Oh armigero amaliato", "Oh mea pulchra piccola Madonna", "Librarsi oh oh", "Ego, viandante che sum ego", "taluni vespri", "la canzon dello elio", pe' non favellar delli abomini pagani dello est (nello caso che li musici abbian avuto li natali nelle terre di Valacchia). 
Se volete finalmente gustar serenamente le carni et li vini dello banchetto, o se semplicemente intendete seguitar sine disagio lo affascinar della puella ch'è con voi, non spendete parole pe' codesti personaggi discognosciute quali "diniego, gratiae" (finché non balza fuori lo fiorino sonante essi non cessano).
Fate invece udir lo canto della vostra balestra, lo vibrar della sua corda et lo fischiar nell'aere del quadrello. 
E siatene certi: la seppur breve prestatione strapperà più applausi de' 100 esecutioni de "han deictum lo homo aracnide" con balcanico accento.

Abile bardo con ghironda, o infingardo DJ?
13 Lug
Pubblicato in Costume e Società

Allo Disco-Jullare, noi praeferiam la justa musica!

Chi delli villici dello nostro Impero non reserva particulare attentione pella salvaguarda et salute delle sue auricole? 
Tanti son purtroppo però coloro che attentano allo nostro benessere uditivo con le lor blasfemie sonore:

- David Guitto, autore di numerosi inni devastatori di testicula come "Rutilo"
- Gugliemo Ego Sum, colui che dirige li "Falli dalli nigri oculi"
- Antenati 102, frantumator d'auricole con "Orpo, frater" et "Destami"
- Puerobeso Smilzo, autore di "Encomiarti" et "Recto quivi, recto or" 
- Beniamino Malassi, colui ch'ancor ci tedia con la sua "Appagamento";
- La temibile "Consorteria della Dimora Variaga";

Isto pro nobis est 'ssai cagion de magno dolore et dispiacere: ove sunt finiti li vecchi menestrilli de un tempo? Ove sunt finiti li homini che gnoscevano como far sonar lo musical instrumento pè cumquistar lo core dell'amata? Ove sunt finiti li momenti de tranquillitade ove cum la musica se poteva viaggiar in lochi assai lontani or raggiunger stati d'animo altrimenti incumseguibili?

Pare che in ista muderna societade, semper più professionisti, et non artisti, della musica nascano como li funghi dopo la pioggia. Et proprio como lo fungo, parassita che vive a spesae dello albaro, illi sunt soliti succhiar via la vital linfa, tradupta in emotioni, dalli homini pè trasformarli in tintinnio de moneta intro la saccoccia rendendo ogne bon villico mesmerizzato et incapace de provar sentimenti propri.

Et diciamo lo vero, cari sodali, anco li testi et li argumenti che dovrebbero arricchir una canzone de pathos et sentimento, sunt de isti tempi, assai banali, piatti et privi de orginalitade. Ogne volta la solita menestra rescaldata: chi canzona de baldracche, schioppamenti et saracine droghe. Chi canzona dello amore, de tradimenti et ancora de baldracche. Chi, cum istrani piatti, li quali vengon grattati pello partorir immondi suoni et cacofonici frastuoni, dice de far divertir la gente in istrane magioni ove terribili luci bisbetiche, periti de vulva, et diabolici oste che preparano luciferine potioni, est assai da cumsiderare como mortal inimico pella salute della arte et della musica.

Isti dischi-giullari pello cumsilio de corte sunt cagione de male pello volgo tutto et van trattati et evitati como lo appestato bubbonico. 

Poniamo speme nell'humanitade, et nello nostro scudiscio, affinchè ogne villico abbandoni et se refiuti de ascoltar chi va errando pelli borghi dicendo de esser vero artista et muscico, poichè sicuramente qualcosa da nascundere tiene.