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Feudalesimo e Libertà
 
 
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L'Infausto, portatore di sciagure
24 Gen
Pubblicato in Politica

L'Infausto Bertinotto

State all'erta, sodali! L'opera del maligno non gnosce tregua!
Li tirapiedi al suo servitio sono semper tra noi et proprio quando ci illudiamo che taluni abbian cessato d'esser pericolosi, ecco spuntare le cavallette et la croce del contagio nell'uscio delle nostre magioni.

Rigettato dagli inferi et temuto dallo stesso Dimonio pelle sue malvagie doti, l'Infausto vaga di borgo in borgo a seminar dolore, conflitti e paura. 
Nato dall'accoppiamento tra il diavolo e un nigro felino, egli ha come unico scopo quello di insediarsi nelle comunità fino a consumarle e ridurle a un cumulo di macerie et cadaveri.

Nell'humana storia non v'è male che non porti la sua firma, non v'è obscura trama che non sia stata ordita da lui, non v'è carestia senza la suo contributo.
Quando Pompei cadde sotto i lapilli del Vesuvio, lui era lì per invocare il sorgere delle fiamme dagli inferi;
Quando Roma venne arsa dai Vandali, lui era lì per aprire le porte della città alle orde barbariche;
Quando il Barbarossa cadde et anegò nello fiume, lui era lì per tentar lo Imperator condottiero a dissetarsi sine liberarsi del grave dell'armatura;
Quando Gerusalemme cadde nelle mani delli Saracini, lui era lì per indicare al Saladino la più debole delle difese cristiane.

Nello ultimo seculo ha governato schiere di contadini, servi della gleba et laboratori della diabolica industria istigandoli allo odio verso la nobiltà et teorizzando, dopo la caduta dello Goberno del Prodo Romanus, lo fallimento della Multicolor Manca, la moderna teoria dello partito zanzara: milioni di scismi, divisioni in compagini politicanti et correnti: tante minuscole gilde dallo 0.33 pro-centum, ciascun delli quali compongono l'odierna galassia de la sì detta manca maximalista italica.

Alla guisa dello fastidioso parassita volante, in grado di perforare et succhiare la vitale linfa delle loro prede, milioni di inferociti partitelli eredi delle empietà di Fra Dolcino (oggidì definiti comunisti) sunt pronti a scatenare l'inferno et lo fraquassamento di gonadi con il loro tedioso ronzar.

Ista teoria, assai blasfemica, sovverte le sacre regole della natura poichè, villici diciamocelo sinceramente, lo leone non est più lo re della foresta, grande et grosso cum lo suo ruggire. Illo ormai non fa più paura a niuno, stando lì ingabbiato nello zoologico giardino urbano. 

Li moderni inimici sunt invisibili, microscopici, sparsi nell'aere, sunt obvunque et obvunque pronti ad agire. Isti micropartitini non sunt spariti dalla scena politica, illi sunt spariti dallo mondo del visibile! Sed sunt semper li pronti a fomentare odio et zizzania sia da destra che da manca!

Un'imago di Elsa Bathory
24 Gen
Pubblicato in Politica

Elsa Bathory

Sodali! Riteniam d'uopo mettervi in guardia dall'ennesima creatura dimoniaca! 
Ignoriam li artefici et lo momento dello suo infausto concepimento, ma sappiam che Elsa venne inviata ancora in fasce da Lucifero nel tardo XVI secolo nelle corrotte terre magiare e allevata dallo casato dei Bathory, eretici luterani residenti in uno cupo maniero della Transilvania, sede delli peggiori orrori et nefandezze, cui la futura Contessa assistette fin dalla tenera età.

Convolate le nozze con un altro misso degl'inferi pe' conservare la purezza della dimoniaca stirpe, Elsa non tardò ad assimilare le malefiche usanze della sua corte et ad avvicinarsi alle pratiche di magia nera. 
Presto la sua follia omicida si concentrò sulle giovani vergini, pella convintione che l'ablutione nello di loro sanguine avrebbe ridato jovine splendore all'epidermide.
Ma la sua malvagità era sì ingente che la dimora carnale dello suo maledicto spirito assunse sempre più le sembianze del suo real genitore cum coda et forcone, allo punto che nella sua frons crebbe un raccapricciante corno.

Poco mentionato nelli tomi di storia est lo suo più sadico passatempo: toglier lo laboro alli contadini et alli artigiani dello suo feudo, narrando loro de' non esser troppo schizzinosi nello scegliere lo modo in cui morire: che lo trapasso avvenisse per fame, per sete o per freddo, lo stratiato corpo del villico sarebbe comunque finito nelle cucine di corte per satiar empi palati.

Sendo le sue vittime d'ogne lignaggio et ceto (poiché nelli inferi non v'è distintione tra schiavo et re), la novella junse alli orecchi dello allora Imperatore Mattia II, lo quale, ispirato dalla justitia et da Dio, mozzò le teste dell'intiera familia Bathory et fece terra bruciata delli suoi poderi.

La perfida Elsa venne invece murata nella sua magione, dove le ingenue credentie popuari sostengon sia defunta pella stessa fame ch'ella procurò alle sue genti.
Ma Satana, che giammai abbandona li suoi migliori aguzzini, intercedette affinché la Contessa sanguinaria ottenesse un'altra possibilità per spargere il male nei feudi dell'Impero. Così li manovali chiamati a murar la sua magione entrarono in cassintegratione pria de' concluder la ultima fila di mattoni, permettendole in tal modo di fuire.

Per non destar sospetti sulla sua provenienza, Elsa recise lo suo corno, del quale però permane l'orrida cicatrice marchio indelebile delle nere armate, e trovò asilo nello italico feudo, ove li cialtroni gobernano, in vece de scalciar lo vento appesi allo patibolo come l'Imperatore vorrebbe.
Lo dimoniaco Monti, osannato dalli politicanti in malafede et spalleggiato dalla chiesa romana (che non si fa scrupolo di stringere patti col male pur de' pugnar lo Impero), trovò in Elsa l'affinità che niuno, dentro lo baccanale parlamentare, avea. 
Assoldata tra la proprie file, egli diede alla rinata Contessa Bathory lo potere de' far ciò che meglio le riesce: affamar lo volgo depauperandolo de' ogni attività et render lo homo homini lupus esclusivamente pello suo sadico sollazzo.

Feudalesimo e Libertà gnosce da seculi cotesta megera, così come tutta la sua damnata stirpe, e non si intenerisce davanti alle sue lagrimae (lo cui scorrere avvien solamente pella penuria de' jovini vergini allo giorno d'oggi).
Quando verrà lo tempo, ella piangerà le juste lagrimae, quelle dello loricato, con l'auxilio dello inquisitore che premura avrà de' mondarla dallo male che sin dalli suoi primi vagiti la avvolgea.

Rottamatori alla rota
24 Gen
Pubblicato in Politica

Rottamatori

Nelli ultimi anni s'è favellato a lungo de "ricambio generationale", di ceder lo passo alle jovini leve, de' non lasciar spatio a chi ha qualcosa di nuovo da narrare.

Alfiere di cotesta pugna est un tale Matteo da Florentia, un insolente et butterato sbarbatello lo cui stesso ego l'ha condotto a proporsi come guida della democratica factio in vece dello iettatore emiliano, perdendo miseramente nonostante l'appoggio delli peggior padroni dello vapore et di ribelli da salotto dello calibro dello cantore Juvanotti (colui che penfa pofitivo perché eft vivo, perché eft vivo).

Futile est abfermare che quanto propugnato dallo marmocchio della terra delli Estruschi nullo habet a che videre cum lo nostro intento de' mondar lo spatio politico italico et europeo dalli indigni et dalli servi del diavolo.
Feudalesimo e Libertà judica vetusto non lo omo cum multe primavere sullo groppone, ma quello che ancor sposa ideali che pe' seculi han decretato lo disfacimento della solidità imperiale.
Est quindi possibile che anco li messeri cum pochi peli sulla pancia sian nello animo più attempati de' Matusalemme.
Altrettanto possibile est che lo vegliardo messere forgiato da decenni di belligeranza contra li infedeli et l'eresia abbia la stoffa per condurre lo suo popolo alla prosperità.
Ne è una clara prova lo nostro stesso Imperatore: egli detiene la saggezza di un ottantenne, la vitalità di un quindicenne et le idee di un immortale, le idee di Dio.

Feudalesimo e Libertà darà il via alla unica vera campagna di rottamatione, colla caccia a miscredenti et sostenitori di fallaci valori quali democratia, diritti umani et uguaglianza.
Prima della justa purificatione colle infernali fiamme, a essi sarà data l'opportunità de' abiurar le loro bestemmie, onde presentarsi davanti a Minos con una lista de' peccati più ridotta; il tutto cum l'auxilio di istrumenti de' persuasione storicamente efficaci.

Vota no alli moderni barbari
22 Gen
Pubblicato in Politica

L'impero è unico e indivisibile: no alla secessione!

Iam VIII seculi or sono li gloriosi Imperatori germanici si ritrovaron a pugnare contra li comuni della Lega Lombarda, riuniti assieme allo Papa romano. 
Etiam ne li nostri dies codesti loschi figuri minacciano la stabilitade de lo Impero, rogando autonomia, fomentando fasulli federalsimi et rifiutandosi di pagare li ivsti tributi et dazi allo Imperatore.
Lo moderno "Carroccio", che par più una carovana errante circense, in isti seculi ancor pugna cum le medesime armi, sistemi et strategie barbare et pagane delli loro avi:

- bastoni quae portant indosso durante li turni , denominati "padanae rondae", a guardia delle loro roccaforti. Saepe li capi di iste roccaforti si fan appellare cum nomi che rimembrano le fierae et le bestie più feroci: Lo Trota, Marius Porchetzio, Lo Senatur, Castelli lo Gufo, Calderoli lo Porcellum, Rosi la Fattucchiera, Salvini "che scappa coi cani" et lo rubicondo occhialuto Mammaroni

- sistemi di comunicatione basati su animaleschi et incomprensibili grugniti quae echeggian nelle valli dalle quali codesti barbari spesso provengono. Cum tale sistema addestrano alla pugna etiam li loro famigli cinghiali, uniche bestie in grado di comprendere tale linguaggio

- riti pagani facenti uso di ampolle quae evocano spiriti malefici et luciferini lo cui liquido cumferirebbe loro siddetta duretza vergale

- vestigia dello color selva, pè potersi nascondere et sorprendere cum frode ingannoque li valorosi et honesti armigeri dello Imperatore

- Elmetti cornuti, que indossano dopo que le loro mogli si son sollazzate cum li loro amanti mori: pè iste barbare genti ciò est segno di valore et honore

Sed qveste barbare et incomprensibili strategie belliche non metteranno in fallo lo valoroso esercito dello Imperatore et praesto sarà fatto ciò inemmanco lo glorioso Barbarossa fece: sparger lo sale sopra Pontida et rinforzar le torri d'assedio colle cinghialesche pelli delli barbari capti!