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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Un'imago di Elsa Bathory
24 Gen
Pubblicato in Politica

Elsa Bathory

Sodali! Riteniam d'uopo mettervi in guardia dall'ennesima creatura dimoniaca! 
Ignoriam li artefici et lo momento dello suo infausto concepimento, ma sappiam che Elsa venne inviata ancora in fasce da Lucifero nel tardo XVI secolo nelle corrotte terre magiare e allevata dallo casato dei Bathory, eretici luterani residenti in uno cupo maniero della Transilvania, sede delli peggiori orrori et nefandezze, cui la futura Contessa assistette fin dalla tenera età.

Convolate le nozze con un altro misso degl'inferi pe' conservare la purezza della dimoniaca stirpe, Elsa non tardò ad assimilare le malefiche usanze della sua corte et ad avvicinarsi alle pratiche di magia nera. 
Presto la sua follia omicida si concentrò sulle giovani vergini, pella convintione che l'ablutione nello di loro sanguine avrebbe ridato jovine splendore all'epidermide.
Ma la sua malvagità era sì ingente che la dimora carnale dello suo maledicto spirito assunse sempre più le sembianze del suo real genitore cum coda et forcone, allo punto che nella sua frons crebbe un raccapricciante corno.

Poco mentionato nelli tomi di storia est lo suo più sadico passatempo: toglier lo laboro alli contadini et alli artigiani dello suo feudo, narrando loro de' non esser troppo schizzinosi nello scegliere lo modo in cui morire: che lo trapasso avvenisse per fame, per sete o per freddo, lo stratiato corpo del villico sarebbe comunque finito nelle cucine di corte per satiar empi palati.

Sendo le sue vittime d'ogne lignaggio et ceto (poiché nelli inferi non v'è distintione tra schiavo et re), la novella junse alli orecchi dello allora Imperatore Mattia II, lo quale, ispirato dalla justitia et da Dio, mozzò le teste dell'intiera familia Bathory et fece terra bruciata delli suoi poderi.

La perfida Elsa venne invece murata nella sua magione, dove le ingenue credentie popuari sostengon sia defunta pella stessa fame ch'ella procurò alle sue genti.
Ma Satana, che giammai abbandona li suoi migliori aguzzini, intercedette affinché la Contessa sanguinaria ottenesse un'altra possibilità per spargere il male nei feudi dell'Impero. Così li manovali chiamati a murar la sua magione entrarono in cassintegratione pria de' concluder la ultima fila di mattoni, permettendole in tal modo di fuire.

Per non destar sospetti sulla sua provenienza, Elsa recise lo suo corno, del quale però permane l'orrida cicatrice marchio indelebile delle nere armate, e trovò asilo nello italico feudo, ove li cialtroni gobernano, in vece de scalciar lo vento appesi allo patibolo come l'Imperatore vorrebbe.
Lo dimoniaco Monti, osannato dalli politicanti in malafede et spalleggiato dalla chiesa romana (che non si fa scrupolo di stringere patti col male pur de' pugnar lo Impero), trovò in Elsa l'affinità che niuno, dentro lo baccanale parlamentare, avea. 
Assoldata tra la proprie file, egli diede alla rinata Contessa Bathory lo potere de' far ciò che meglio le riesce: affamar lo volgo depauperandolo de' ogni attività et render lo homo homini lupus esclusivamente pello suo sadico sollazzo.

Feudalesimo e Libertà gnosce da seculi cotesta megera, così come tutta la sua damnata stirpe, e non si intenerisce davanti alle sue lagrimae (lo cui scorrere avvien solamente pella penuria de' jovini vergini allo giorno d'oggi).
Quando verrà lo tempo, ella piangerà le juste lagrimae, quelle dello loricato, con l'auxilio dello inquisitore che premura avrà de' mondarla dallo male che sin dalli suoi primi vagiti la avvolgea.

Rottamatori alla rota
24 Gen
Pubblicato in Politica

Rottamatori

Nelli ultimi anni s'è favellato a lungo de "ricambio generationale", di ceder lo passo alle jovini leve, de' non lasciar spatio a chi ha qualcosa di nuovo da narrare.

Alfiere di cotesta pugna est un tale Matteo da Florentia, un insolente et butterato sbarbatello lo cui stesso ego l'ha condotto a proporsi come guida della democratica factio in vece dello iettatore emiliano, perdendo miseramente nonostante l'appoggio delli peggior padroni dello vapore et di ribelli da salotto dello calibro dello cantore Juvanotti (colui che penfa pofitivo perché eft vivo, perché eft vivo).

Futile est abfermare che quanto propugnato dallo marmocchio della terra delli Estruschi nullo habet a che videre cum lo nostro intento de' mondar lo spatio politico italico et europeo dalli indigni et dalli servi del diavolo.
Feudalesimo e Libertà judica vetusto non lo omo cum multe primavere sullo groppone, ma quello che ancor sposa ideali che pe' seculi han decretato lo disfacimento della solidità imperiale.
Est quindi possibile che anco li messeri cum pochi peli sulla pancia sian nello animo più attempati de' Matusalemme.
Altrettanto possibile est che lo vegliardo messere forgiato da decenni di belligeranza contra li infedeli et l'eresia abbia la stoffa per condurre lo suo popolo alla prosperità.
Ne è una clara prova lo nostro stesso Imperatore: egli detiene la saggezza di un ottantenne, la vitalità di un quindicenne et le idee di un immortale, le idee di Dio.

Feudalesimo e Libertà darà il via alla unica vera campagna di rottamatione, colla caccia a miscredenti et sostenitori di fallaci valori quali democratia, diritti umani et uguaglianza.
Prima della justa purificatione colle infernali fiamme, a essi sarà data l'opportunità de' abiurar le loro bestemmie, onde presentarsi davanti a Minos con una lista de' peccati più ridotta; il tutto cum l'auxilio di istrumenti de' persuasione storicamente efficaci.

Vota no alli moderni barbari
22 Gen
Pubblicato in Politica

L'impero è unico e indivisibile: no alla secessione!

Iam VIII seculi or sono li gloriosi Imperatori germanici si ritrovaron a pugnare contra li comuni della Lega Lombarda, riuniti assieme allo Papa romano. 
Etiam ne li nostri dies codesti loschi figuri minacciano la stabilitade de lo Impero, rogando autonomia, fomentando fasulli federalsimi et rifiutandosi di pagare li ivsti tributi et dazi allo Imperatore.
Lo moderno "Carroccio", che par più una carovana errante circense, in isti seculi ancor pugna cum le medesime armi, sistemi et strategie barbare et pagane delli loro avi:

- bastoni quae portant indosso durante li turni , denominati "padanae rondae", a guardia delle loro roccaforti. Saepe li capi di iste roccaforti si fan appellare cum nomi che rimembrano le fierae et le bestie più feroci: Lo Trota, Marius Porchetzio, Lo Senatur, Castelli lo Gufo, Calderoli lo Porcellum, Rosi la Fattucchiera, Salvini "che scappa coi cani" et lo rubicondo occhialuto Mammaroni

- sistemi di comunicatione basati su animaleschi et incomprensibili grugniti quae echeggian nelle valli dalle quali codesti barbari spesso provengono. Cum tale sistema addestrano alla pugna etiam li loro famigli cinghiali, uniche bestie in grado di comprendere tale linguaggio

- riti pagani facenti uso di ampolle quae evocano spiriti malefici et luciferini lo cui liquido cumferirebbe loro siddetta duretza vergale

- vestigia dello color selva, pè potersi nascondere et sorprendere cum frode ingannoque li valorosi et honesti armigeri dello Imperatore

- Elmetti cornuti, que indossano dopo que le loro mogli si son sollazzate cum li loro amanti mori: pè iste barbare genti ciò est segno di valore et honore

Sed qveste barbare et incomprensibili strategie belliche non metteranno in fallo lo valoroso esercito dello Imperatore et praesto sarà fatto ciò inemmanco lo glorioso Barbarossa fece: sparger lo sale sopra Pontida et rinforzar le torri d'assedio colle cinghialesche pelli delli barbari capti!

Il terribile Dalemone
21 Gen
Pubblicato in Politica

Il Baffometto Dalemone

La presentia obscura pè excellentia est illo: Maximo Dalemonae, melior gnosciuto como Baffometto. Da l'infinita politica carriera la sua historia cuminzia quando da pioniere de la iuventute comunista vince a risiko cum un solo carrarmatino in Oceania. 
Ma nelli anni che seguiron elli accrebbe lo suo infinito potere, divenendo conte et perfino Cavalier di "grande croce". Presidente de lo Consilio et Ministro de li Esteri. Li scripti narran che la sua infinita furbitzia derivi dall'aver desiniato oltre milia volpi et faine qui ogni settimana, tutt'hora, pretende di satziarsi pello soddisfar la sua famine di potere.

La sua costante presientia est volere demoniaco, non casualità. Cambiano li tempi ma illo c'est semper. A nihil servon li continui travestimenti dello suo partito (da comunista a demoplutocratico), et lo volgo lo pole ricognoscere dalli suoi ferrosi baffi, qui nihil hebent de humana natura. Si narra chi fuerunt forgiati cum acciaio rovente battuto da Stalin in personam et raffreddato cum lo sanguine di milia vergini democristiane!

Curioso est, qui sit illo a proferir anche simil apocrife nefandezze:
"La tentatzione dello potere est demoniaca et semper, nella historia della Chiesa, all'origine di misfatti fuit"
Da colui qui lo potere derivò dallo demonio, est inaccettabile simil bestemmia!

Non fatevi ingannar da lo suo apparente ritiro, perfino le vele delle sue navi rimangon gonfie contra lo volere di Dio.
Ello continua a tesser la tela de lo scorrere de lo tempo, a controllar lo fato, a stregar le genti et a contribuir pel render lo mondo uno demoniaco parcogiochi pelli diaboli dell'abisso.

Maximo Dalemonae smascherato fuit!


Porgiamo li nostri ringratiamenti a la dama Morena Kairòs Cetrullo pell'idea