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Feudalesimo e Libertà
 
 
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La Merkel rifiuta gli immigrati, l'Imperatore li accoglie
17 Lug
Pubblicato in Politica

La Merkel: «Non possiamo accogliere tutti». Lo Imperatore «Vi accogliamo alle mie condizioni!»

INSENATURA (Aquisgrana) - La tergona incoitabile, mendace cancelliera delle alemanne lande, non parca d’affamar la plebe ellenica, habet ieri dimostrato omnia la sua crudeltà.

Dinanzi ad una fanciulla che volea fuggire dalle grinfie dello feroce Saladino et ingrossar le file Imperiali habet friamente affermato: «Pella Bambinen, nein possiam accogliere tutten!». Copiose lagrime sceser dalle oculari cavità della juvine medio-levantina sine che lo glaciale core della Germanica gubernante sussultasse.  

 

Lo Imperatore, in omnia la sua magnanimità, rifiuta l’aprioristica et brutale chiusura della Cancelliera et pone le sue condizioni pell’asilo inle lande europee:

 

I) Conversione a Santa Avignonese Chiesa

II) Abbandono della manducatio delli seguenti cibi: Kebabbo, Grano Saraceno, Insalata Russa et Fico d’India

III) Abbandono dello bagno alla Turca e delle Persiane

IV) Accettazione della servitù della gleba, della corvée e della piramide feudali 

V) Donazione della propria muliere la prima notte de nozze allo feudatario

 

Manifestazioni di approvazione e giubilo arrivan da ogne parte dello Impero. Vlad III di Valacchia parla di “Paletti condivisibili”, lo Conte Ugolino della Gherardesca di “Carne fresca pell’Europa” et Bodgan il guercio di “Politica d’accoglienza inclusiva”.

Tutti in ginocchio dinanzi allo Imperatore
04 Gen
Pubblicato in Politica

FeL diniega lo razzismo

Che sia chiaro et lapidario! Allo imperatore lo colore de' vostra pellaccia poco tange. 
In egual modo dovete prostrarvi allo suo cospetto, difendere lo suo regno et li suoi nobili vassalli a costo della vostra miserabile vita et pagar lo tributo dovuto per la protezione delli vostri borghi dal maligno. 
Per lo resto, siete tutti figli peccatori de Adamo et Eva e lo Signore castigherà nell'aldilà quanti nell'aldiquà non si mostran timorati di Egli e dello Imperatore suo vicario.
Tre Alleluja allo magno Imperatore!
Tre Alleluja allo Signore Iddio Tuo!
Tre Alleluja a Feudalesimo e Libertà!

Santino prima e dopo l'intervento
16 Lug
Pubblicato in Costume e Società

Gli impiantano lo fegato d'un saraceno: hora è divenuto nero

Est un historia che ha dello paradossale, quasi dello incredibile, quella che junge alla corte d'Aquisgrana dalla città alsaziana di Strossburi.
Lo attempato contadino, Santino Bonaccio, della veneranda età di 38 anni, già affetto da ignosciuto morbo (probabilmente peste), ha affrontato una particolare operazio chirurgica: un trapianto dello fegato.
Poscia essersi fatto asportar lo ammorbato organo, et fatto substituire con uno novello, Santino, a guisa de camaleontide, ha iniziato a cangiar lo chroma della sua pelle, la qual'è divenuta sempre più obscura, fino creder elli stesso d'esser ormai un saracino.

"Lo meo compar di gleba Ferruccio - favella l'homo - s'accorse che lo meo volto si stava inscurendo, et non pe' via dello Sole estivo. La muliere financo, favellommi che durante lo sonno, lo scorso vespro, ho parlato a guisa de un pagano moro d'Oriente"

Santino anelava sì tanto ricever le cure praesso li cerusici imperiali dello borgo suo, ma essendo loro a portata de feudatario e non de servo della gleba, ello decise di piglia lo vascello e sbarcar in Terra Santa. Ha donato 400 fiorini d'oro renani pe' ricever le cure dalli medici della corte dello Saladino, li quali lo rispedirono in Alsazia co' mendace rassicurazio sulla sua lesta guarigione. 

Poscia pochi die dallo suo retorno, è arrivata la sorpresa dello cambio dello colore della pella sua, che Santino sembra, ormai, aver preso co' ferrea tranquilitade: "الشيء المهم هو أنني شفيت إذا أصبح مثل كارلو كونتي لا يحدث أي شيء".


Staremo a vedere se il povero contandino alsaziano, resterà comunque fidele alla causa di Feudalesimo e Libertà!



LEGGI QUI L'HISTORIA ORIGINALE

Vota chi l'eredità la dona all'Imperatore e non alla plebe
04 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Carolus il berbero

Sodali! Quanto accaduto oggi ha dello sconcertante!

La nostra guardia palatina, convocata al maniero della RAI da un'epistola anonima, han discoverto ciò che finora fuit solo uno sospecto.

Giunti nello aedificio con li camerini, li sempre attenti orecchi delli nostri omini d'arme non poteron sentire nulla de più malvagio: dalla cella con scriptus lo nomine de Carolus Contii, un'obscura voce provenia dallo interno, uno ṣalāt pronuntiato cum fanatismo et concluso colle parole "Allah est magno et Muhammad est lo suo profeta!" ripetute ben III volte.

Abbattuto lo chiavistello coll'ariete et oltrepassato l'uscio, li nostri gendarmi inorridirono dinanzi a quanto palesatosi dietro una coltre di abbundanti incensi.

Lo medesimo Carolus, c'ogne dì vediamo nello catodisco scatolone, fuit genuflesso su di uno pregiato tappeto et colla fida scimitarra dall'aureo fodero adagiata allo suo fianco. Lo suo piccolo santuario attorniato fuit d'ogne sorta de' ricchezza: lo già citato incenso, datteri, spetie de ogne sorta, foglie di té, uno borsello de' fiorini con incritto "l'eredità" et, peggio che mai, auree brocche contenenti Dio solo sa quale malefico intruglio dallo tanfo nausebondo, che ricorda vagamente lo luccido pelli nigri calzari. 

Supponiamo sia cotesto lo dimoniaco filtro, studiato da cupi grimori e combinato cum rari et proibiti ingredienti, che conferisce a Carolus lo moresco colore.

Ingenui et troppo buoni, noi cogitavamo, in principio, che costui fosse 'sì scuro pello multo laborare nelli campi in tempi estivi. 
Ma constatato che mai una zappa o uno aratro han visto le sue mani, non potemmo far altro che nutrir sospetti di stregoneria. 
Ma oggi ne abbiam avuto conferma!

Lo malvagio Carolus -como se non fosse suffiziente lo suo empio elargir ricchezze alla plebe corrompendone lo fragile animo- habet deciso anco de' sposar la causa delli numidi et delli predoni del deserto per riconquistar li territori iberici et compiere la voluntas di Maometto.

Lo non plus blanco moro, colto in fallo dalli nostri omini, altro non poté fare che arrendersi davanti alla justitia divina.
Tuttavia, lo Imperatore rispettoso est dello inimico in arme, sia esso scuro, claro o rubicondo. 
Egli decreta, ordunque, che Carolus, d'ora innanzi nomato "lo Berbero", sia liberato nello deserto cum un'otre de agua mescolata cum abbundanti spetie dallo stesso infedele sottratte.

Sia acclamata la bontà et la misericordia dello Imperatore!