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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Bruciateli tutti, Dio riconoscerà i suoi
16 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Forum: risolvere le contese con lo rogo

Accadde nello lontano XXXIII d.C.: uno ignavo et pagano Pontius Pilato, praefecto romanorum della provintia della Giudea affidò allo volgo bovidae et stultus la vita o la morte dello Nostro Signore Jesus Christi, nettandosi le mani dinanzi ad una prospectiva de vera justitia.

Elli praeferì dunque non assumer clara positione, come invece competea alla sua mansione, liberando uno furfante solo pello volere de' farisei, sadducei et deicidi et consegnando allo carnefice lo filio di Dio.

Voi, cari sodali, troverete sine dubbio alcuno retrogrado et injusto siffatto criterio, nevvero? Cogitate, invero, che tanta scelleratezza adviene nello quotidiano delle nostre urbe.

Una schiera de impostori, regretti et fasulli magistratii s'avvicenda ogne dì nello judicar cum mali criteria le frivole dispute tra matrone incartapecorite, jovini scostumate, vegliardi infingardi et empi vicini de' dimora.
Sotto la regia della megera Rita dall'Ecclesia (de Lucifero) et dalli suoi tirapiedi, cotesti mendaci figuri, cum uno sacco de' patume calzato alla guisa d'una toga, si serbon dello judictio popolare, emanato da vegliarde acide como l'aceto et da comari baccanifere lo cui fodero giammai conobbe lo jus primae noctis, tanto est difficoltoso lo levarsi del nobil randello dinanzi a tanta bruttura di volto.

Dopo tanto cianciar et uno farlocco ritiro per deliberare, junge dunque lo injusto verdetto a favore dell'una o dell'altra factio. 
Ma lo vero magistratus, nominato dallo Imperatore, est lo feudatario o, nelli casi extremi lo inquisitore, convocato dallo vescovo (a sua volta voluto dallo Imperatore).
Elli, ispirato dalla Divina Provvidenza, affida allo boia li justi rei dopo meticolosa interrogatio praesso lo desco de' tortura delle feudali secrete.

Hodie, tuttavia, mancando coteste nobili autoritas, Feudelesimo e Libertà subgerisce allo magistratus de affidar le anime de omnia contendente allo correcto, lapidario et severo judictio de Minos et lo loro corpore alla mercé dello esecutore che si curerà di purificarlo colle sacre fiamme.
Non abbiate tema dello rogo d'innocenti, poiché nella sua magnanimità, lo Signore Iddio riconoscerà li fedeli meritevoli di varcar li aurei cancelli del Regno dei Caeli.

Una seggiola inquisitoria per ogni tronista
14 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Un trono consono per i tronisti

Nemmanco lo tempo di donar la facoltà della libera favella ai canidi et alli suini che ecco spuntan in ogne loco troni, scettri, corone et altra ferraglia, dozzinali simulacri delli unici regal orpelli che Dio volette in cotesto mundo: quelli dello Imperatore.

Vediam scettri et corone in mano alle plebee de Madonna-Feudo-Italico: plebee sì pulchre, ma anco sine gratia alcuna et cum indosso solo uno nigro straccio onde obscurare la pochezza dello proprio intellecto cum beltà di terga o abbundantia de' mammella. 
Regine delli sudici viali dello borgo, le avrebbe nomate qualcheduno in altri tempi.

Ma ciò appar frivolo et de' poco conto dinanzi a quanto invece accade in altro loco. 
Nello V elettro-palco, sotto la conductione del barbaro Marius della tribù delli Filippidi (dallo quale già vi mettemmo in guardia http://www.facebook.com/photo.php?fbid=209274692548142&set=pb.181334612008817.-2207520000.1360829906&type=3&theater ), sfarzosi sed indigni troni passano di terga in terga, ospitando la peggio felloneria, stoltezza et barbarie.

Si noll'avete ancor recognosciuto, est "homini et madonne" lo avamposto di Lucifero di cui favelliamo in cotesto dì. 
Cotesto vespasiano sine moenia, cotesto porcaio, cotesto lazzareto d'appestati, da troppo tempo, non solo esalta scemi del villaggio et criature che habet lo cranio sol pe posar qualcosa sulle spalle, ma li accomoda anco in vellutate seggiole per gridar ingenti vergate all'altri tra li applausi scroscianti di genti evidentemente nate cum II mani di troppo et uno cerebro di meno.

Ebbene, cari sodali. Chi mai siede su cotesti regali troni? 
La impeccabile analisi di Feudalesimo e Libertà non poteva non inserire nelli suoi bestiarii anche cotesti figuri:

Da sinistra: ecco seduto lo tipico energumeno. Ben pettinato per sembrar uno homo et non lo cinghiale qui est, lo messere in quaestione non habet uno grande ruolo nella disputa in corso; ello observa spaesato lo pubblico in attesa che qualcheduno gli tiri una ghianda o una carruba.
Li magistri dello programma han optato de non farlo sedere sullo trono, in quanto v'è il rischio che lo insozzi colle sue deiezioni.
Ma non denigriamo la sua natura, di gratia: est enco lui criatura de Dio! Lo suo possente corpore et lo taurino collo, peraltro, bastan pe far spettacolo: ogne foemmina che vuol emulare Pasifae gradirà cotal animalesca visione.

Poco più in là ecco lo "tronista-tipo" de Homini et Madonne. Perdete ogni speme, oh jovini sodali, le mulier delli vostri soldi anelano lo suo fisico asciutto, li suoi chiari augen, le sue candide fauci, li suoi sodi glutei, la sua chioma sempre conciata ammodo (gratiae alla verga, giammai egli calzerebbe un elmo cum celata!) et lo suo piglio mascolino con lo quale ogne donzella cade alli suoi calzari a punta collo solo schioccar de dita.
Le sue mani non han mai gnosciuto laboro, la sua fronte non habet mai gnosciuto sudore, la sua schiena non habe mai gnosciuto nerbate..non trobate sia lo caso di presentargli cotesti scognosciuti? 

E che dire dello blanco vestuto? Jovine de magna sensibilità, glabro corpore e portamento regale da vera Maria Antonietta de Franza. Non ci curiam se a illo aggrada lo mazzuolo o lo fodero, ma per certo lo suo risponder alla guisa d'una foemmina in preda allo mensil sanguinar è cagion de non poca irritatio. Sotto le sue terga non potea che esserci uno altro trono. Anco illo, non habendo mai mosso uno ciottolo in vita sua abbisogna de' soffici seggioli per posar comodo et sentir l'altre fandonie. Fandonie alle quali sarà capace de risponder cum fondonie ancor più magne, specie se si osa parlar in malo modo dello marchio de rasoi per gambe suo prediletto.

Non potea mancare la vegliarda navigata. Quella che tutto gnosce et tutto habet vissuto nello suo corpore. Lo suo sguardo est altezzoso alla guisa di chi la sa lunga. Guai ad alzar sopracciglio su quanto favella: sunt mantinente urla et grida de mancantia de respecto verso le persone d'una certa età et cetera et cetera. Poco ci soffermiamo su costei in quanto, ad esser schietti, poco altro abbiam da dire sullo suo conto. Una vita de' menzogne ordite ad hoc per fare la saccente si commentan da sole.
Nihilo trono anco per lei, le sue secche terga rischian di far effetto velcro collo cuscino. Più saggio pe' lei est lo uso della fredda plastica.

E per concludere, ecco, a voi sodali che habete avuto la pazienza de legger fino a quivi, la strillona della compagine! Illa est la classica jovine lo cui moroso d'adulterio si macchiò; illa est la mulier vittima d'ogne captiveria, li suoi oculi saepe colmi de lagrimae sunt cosicché lo pubblico bovidae non possa non prender le sue parti in ogne contesa.
Anco lo corpore adjunge maggior pathos alla sua trista istoria: uno gracilino busto issato su tortili trampoli de carne et ossi regge uno volto modellato dallo peggior artigiano dello Impero, esperto de' restauri di musi quanto lo est uno calciatore de' sfere nelli confronti dell'italico eloquio.
Né trono né spartana seggiola per lei: da mulier vituperata non può che star irta sulli suoi pedi per girovagar pello intiero loco a dimenarsi como un'invasata. 

Est dunque cotesta marmaglia ciò che debbon observare li nostri attoniti oculi? Est uno trono degno de ospitar uno branco lo cui più rispettabile membro sta in ista imago seduto allo centro?

Feudalesimo e Libertà est pello riconoscimento dello loco justo pelle terga juste e propone lo uso della seggiola inquisitoria per siffatti messeri, convinto dello facto che essi abbian molte più cose da dire delle futili quisquilie che biascicano.
Avanti, seguaci dei filippidi, prendete posto! V'è una seggiola per ciascuno, pubblico compreso!

Vota chi l'eredità la dona all'Imperatore e non alla plebe
04 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Carolus il berbero

Sodali! Quanto accaduto oggi ha dello sconcertante!

La nostra guardia palatina, convocata al maniero della RAI da un'epistola anonima, han discoverto ciò che finora fuit solo uno sospecto.

Giunti nello aedificio con li camerini, li sempre attenti orecchi delli nostri omini d'arme non poteron sentire nulla de più malvagio: dalla cella con scriptus lo nomine de Carolus Contii, un'obscura voce provenia dallo interno, uno ṣalāt pronuntiato cum fanatismo et concluso colle parole "Allah est magno et Muhammad est lo suo profeta!" ripetute ben III volte.

Abbattuto lo chiavistello coll'ariete et oltrepassato l'uscio, li nostri gendarmi inorridirono dinanzi a quanto palesatosi dietro una coltre di abbundanti incensi.

Lo medesimo Carolus, c'ogne dì vediamo nello catodisco scatolone, fuit genuflesso su di uno pregiato tappeto et colla fida scimitarra dall'aureo fodero adagiata allo suo fianco. Lo suo piccolo santuario attorniato fuit d'ogne sorta de' ricchezza: lo già citato incenso, datteri, spetie de ogne sorta, foglie di té, uno borsello de' fiorini con incritto "l'eredità" et, peggio che mai, auree brocche contenenti Dio solo sa quale malefico intruglio dallo tanfo nausebondo, che ricorda vagamente lo luccido pelli nigri calzari. 

Supponiamo sia cotesto lo dimoniaco filtro, studiato da cupi grimori e combinato cum rari et proibiti ingredienti, che conferisce a Carolus lo moresco colore.

Ingenui et troppo buoni, noi cogitavamo, in principio, che costui fosse 'sì scuro pello multo laborare nelli campi in tempi estivi. 
Ma constatato che mai una zappa o uno aratro han visto le sue mani, non potemmo far altro che nutrir sospetti di stregoneria. 
Ma oggi ne abbiam avuto conferma!

Lo malvagio Carolus -como se non fosse suffiziente lo suo empio elargir ricchezze alla plebe corrompendone lo fragile animo- habet deciso anco de' sposar la causa delli numidi et delli predoni del deserto per riconquistar li territori iberici et compiere la voluntas di Maometto.

Lo non plus blanco moro, colto in fallo dalli nostri omini, altro non poté fare che arrendersi davanti alla justitia divina.
Tuttavia, lo Imperatore rispettoso est dello inimico in arme, sia esso scuro, claro o rubicondo. 
Egli decreta, ordunque, che Carolus, d'ora innanzi nomato "lo Berbero", sia liberato nello deserto cum un'otre de agua mescolata cum abbundanti spetie dallo stesso infedele sottratte.

Sia acclamata la bontà et la misericordia dello Imperatore!

Striscia la Notizia rivela l'esito della Guerra dei Cent'anni. Volgo in rivolta nello Regno Albionico
05 Mar
Pubblicato in Politica

Striscia la Notizia rivela l'esito della Guerra dei Cent'anni. Volgo in rivolta nello Regno Albionico

Lo famoso (sed becero) televisivo programma, ideato dallo sgherro del Cavalier Breve Silvius da Hardcore, Antonius 'l Riccioluto ha diffuso la notizia della terribile disfatta britannica per merito dei sodali franzesi, ispirati dalla nobile pulzella d'Orleans, Santa Giovanna d'Arco.


Quasi 600 anni dopo, li popolani dei borghi albionici, che data la carenza de' comunicationi ancor non avean ricevuto la noticia, son rimasti attoniti et basiti pella nefasta novella: "Ho appreso codesta luttuosa notizia dallo contabile dello Feudatario mio, ch'ogneddì seguita lo programma con Vulvarra et Picozza, mentre gli donavo parte dello mio raccolto" ci racconta Galumberto, servo della gleba gallese. Ancora ignoranti lo tragico evento, lui e la sua familiola continuavano a donare la decima per quell'impresa.
"Faremo ricorso presso i tribuni di Re Edoardo! Striscia la Notizia non pote passarla liscia: meritano d'esser posti alla gogna!": afferma un drappello di militi iracondi appena fuori dalla tenuta regale di Windsor.
"Ho impegnato ogne mio avere, anche la mia suocera, pe' comperar destriero et armatura, e solo ora mi dicono che giammai li userò?!": tuona Manlio, rappresentante della classe dei cavalieri.

Insomma, sdegno e delusione alberga ora nei popolani delle lande d'Albione pella notizia celata da così tanto tempo e solo ora svelata, cinicamente et opportunisticamente, dalli malcreati dello Canale V.