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Feudalesimo e Libertà
 
 
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Rottamatori alla rota
24 Gen
Pubblicato in Politica

Rottamatori

Nelli ultimi anni s'è favellato a lungo de "ricambio generationale", di ceder lo passo alle jovini leve, de' non lasciar spatio a chi ha qualcosa di nuovo da narrare.

Alfiere di cotesta pugna est un tale Matteo da Florentia, un insolente et butterato sbarbatello lo cui stesso ego l'ha condotto a proporsi come guida della democratica factio in vece dello iettatore emiliano, perdendo miseramente nonostante l'appoggio delli peggior padroni dello vapore et di ribelli da salotto dello calibro dello cantore Juvanotti (colui che penfa pofitivo perché eft vivo, perché eft vivo).

Futile est abfermare che quanto propugnato dallo marmocchio della terra delli Estruschi nullo habet a che videre cum lo nostro intento de' mondar lo spatio politico italico et europeo dalli indigni et dalli servi del diavolo.
Feudalesimo e Libertà judica vetusto non lo omo cum multe primavere sullo groppone, ma quello che ancor sposa ideali che pe' seculi han decretato lo disfacimento della solidità imperiale.
Est quindi possibile che anco li messeri cum pochi peli sulla pancia sian nello animo più attempati de' Matusalemme.
Altrettanto possibile est che lo vegliardo messere forgiato da decenni di belligeranza contra li infedeli et l'eresia abbia la stoffa per condurre lo suo popolo alla prosperità.
Ne è una clara prova lo nostro stesso Imperatore: egli detiene la saggezza di un ottantenne, la vitalità di un quindicenne et le idee di un immortale, le idee di Dio.

Feudalesimo e Libertà darà il via alla unica vera campagna di rottamatione, colla caccia a miscredenti et sostenitori di fallaci valori quali democratia, diritti umani et uguaglianza.
Prima della justa purificatione colle infernali fiamme, a essi sarà data l'opportunità de' abiurar le loro bestemmie, onde presentarsi davanti a Minos con una lista de' peccati più ridotta; il tutto cum l'auxilio di istrumenti de' persuasione storicamente efficaci.

Una pera inquisitoria per il petatore molesto
18 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Si otturino gli orifizi di chi emette flatulenze in spazi chiusi

Sarà capitato anco vobis de far ritorno nella vostra magione dallo multiplo-piano stanchi et esausti, pello duro laboro nello campo or nello opificio vostro. 

Non habendo voglia de scalar la molitudine de gradini decidete saepe de cader in temptatio nello utilitzar lo elevator meccanico, quae, sfruttando la diabolica lex della meccanica, sine sforzo alcuno ve portan direttamente intro la vostra domo. Ecco allora che caduti in peccato varcate quelle diaboliche de metallo porte: appena chiusesi dietro le vostre spalle v'accorgete quae non potete far altro che respirare a piaeni pulmoni lo lezzo lasciato da qualche vostro vicino de magione lo quale prima de voi quello diabolico strumento habebat utitzato. Cum sicuro juditio illo farabutto sentendosi protecto da ille metalliche pareti et fori dalla portata dello indiscreto sguardo habebat rilasciato flautolenze nefaste che pè dies havrebbero cumtaminato l'aere et avvelenato li ignari compaesani. "Cosa habet manducato di sì putrido codesto insolente?" Vi chiedete, et non potete far altro che stare in apnea et resistere fino allo arrivo dello vostro piano diventando paonazzi pello sforzo! 

Et chi allora, invece de rilassar lo suo orifizio petando più forte dello schioppo lanzicheneco, se permette de appicciar lo tobacco impestando lo loco de fumo rendendo malsana aere et impregnando le vesti vostre de lezzo de nicotina? Quello odor de vecchio fumator persiano assai insopportabile est et ve fà venir la volia de pigliar lo suo narghilè et ficcarglielo intro le fauci.

Sia indi damnato lo vostro vicino che soffre de meteorismo! 
Et sia dannato illo che crede de poter fumar all'interno dello vostro elevatore sine remora alcuna!

Una seggiola inquisitoria per ogni tronista
14 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Un trono consono per i tronisti

Nemmanco lo tempo di donar la facoltà della libera favella ai canidi et alli suini che ecco spuntan in ogne loco troni, scettri, corone et altra ferraglia, dozzinali simulacri delli unici regal orpelli che Dio volette in cotesto mundo: quelli dello Imperatore.

Vediam scettri et corone in mano alle plebee de Madonna-Feudo-Italico: plebee sì pulchre, ma anco sine gratia alcuna et cum indosso solo uno nigro straccio onde obscurare la pochezza dello proprio intellecto cum beltà di terga o abbundantia de' mammella. 
Regine delli sudici viali dello borgo, le avrebbe nomate qualcheduno in altri tempi.

Ma ciò appar frivolo et de' poco conto dinanzi a quanto invece accade in altro loco. 
Nello V elettro-palco, sotto la conductione del barbaro Marius della tribù delli Filippidi (dallo quale già vi mettemmo in guardia http://www.facebook.com/photo.php?fbid=209274692548142&set=pb.181334612008817.-2207520000.1360829906&type=3&theater ), sfarzosi sed indigni troni passano di terga in terga, ospitando la peggio felloneria, stoltezza et barbarie.

Si noll'avete ancor recognosciuto, est "homini et madonne" lo avamposto di Lucifero di cui favelliamo in cotesto dì. 
Cotesto vespasiano sine moenia, cotesto porcaio, cotesto lazzareto d'appestati, da troppo tempo, non solo esalta scemi del villaggio et criature che habet lo cranio sol pe posar qualcosa sulle spalle, ma li accomoda anco in vellutate seggiole per gridar ingenti vergate all'altri tra li applausi scroscianti di genti evidentemente nate cum II mani di troppo et uno cerebro di meno.

Ebbene, cari sodali. Chi mai siede su cotesti regali troni? 
La impeccabile analisi di Feudalesimo e Libertà non poteva non inserire nelli suoi bestiarii anche cotesti figuri:

Da sinistra: ecco seduto lo tipico energumeno. Ben pettinato per sembrar uno homo et non lo cinghiale qui est, lo messere in quaestione non habet uno grande ruolo nella disputa in corso; ello observa spaesato lo pubblico in attesa che qualcheduno gli tiri una ghianda o una carruba.
Li magistri dello programma han optato de non farlo sedere sullo trono, in quanto v'è il rischio che lo insozzi colle sue deiezioni.
Ma non denigriamo la sua natura, di gratia: est enco lui criatura de Dio! Lo suo possente corpore et lo taurino collo, peraltro, bastan pe far spettacolo: ogne foemmina che vuol emulare Pasifae gradirà cotal animalesca visione.

Poco più in là ecco lo "tronista-tipo" de Homini et Madonne. Perdete ogni speme, oh jovini sodali, le mulier delli vostri soldi anelano lo suo fisico asciutto, li suoi chiari augen, le sue candide fauci, li suoi sodi glutei, la sua chioma sempre conciata ammodo (gratiae alla verga, giammai egli calzerebbe un elmo cum celata!) et lo suo piglio mascolino con lo quale ogne donzella cade alli suoi calzari a punta collo solo schioccar de dita.
Le sue mani non han mai gnosciuto laboro, la sua fronte non habet mai gnosciuto sudore, la sua schiena non habe mai gnosciuto nerbate..non trobate sia lo caso di presentargli cotesti scognosciuti? 

E che dire dello blanco vestuto? Jovine de magna sensibilità, glabro corpore e portamento regale da vera Maria Antonietta de Franza. Non ci curiam se a illo aggrada lo mazzuolo o lo fodero, ma per certo lo suo risponder alla guisa d'una foemmina in preda allo mensil sanguinar è cagion de non poca irritatio. Sotto le sue terga non potea che esserci uno altro trono. Anco illo, non habendo mai mosso uno ciottolo in vita sua abbisogna de' soffici seggioli per posar comodo et sentir l'altre fandonie. Fandonie alle quali sarà capace de risponder cum fondonie ancor più magne, specie se si osa parlar in malo modo dello marchio de rasoi per gambe suo prediletto.

Non potea mancare la vegliarda navigata. Quella che tutto gnosce et tutto habet vissuto nello suo corpore. Lo suo sguardo est altezzoso alla guisa di chi la sa lunga. Guai ad alzar sopracciglio su quanto favella: sunt mantinente urla et grida de mancantia de respecto verso le persone d'una certa età et cetera et cetera. Poco ci soffermiamo su costei in quanto, ad esser schietti, poco altro abbiam da dire sullo suo conto. Una vita de' menzogne ordite ad hoc per fare la saccente si commentan da sole.
Nihilo trono anco per lei, le sue secche terga rischian di far effetto velcro collo cuscino. Più saggio pe' lei est lo uso della fredda plastica.

E per concludere, ecco, a voi sodali che habete avuto la pazienza de legger fino a quivi, la strillona della compagine! Illa est la classica jovine lo cui moroso d'adulterio si macchiò; illa est la mulier vittima d'ogne captiveria, li suoi oculi saepe colmi de lagrimae sunt cosicché lo pubblico bovidae non possa non prender le sue parti in ogne contesa.
Anco lo corpore adjunge maggior pathos alla sua trista istoria: uno gracilino busto issato su tortili trampoli de carne et ossi regge uno volto modellato dallo peggior artigiano dello Impero, esperto de' restauri di musi quanto lo est uno calciatore de' sfere nelli confronti dell'italico eloquio.
Né trono né spartana seggiola per lei: da mulier vituperata non può che star irta sulli suoi pedi per girovagar pello intiero loco a dimenarsi como un'invasata. 

Est dunque cotesta marmaglia ciò che debbon observare li nostri attoniti oculi? Est uno trono degno de ospitar uno branco lo cui più rispettabile membro sta in ista imago seduto allo centro?

Feudalesimo e Libertà est pello riconoscimento dello loco justo pelle terga juste e propone lo uso della seggiola inquisitoria per siffatti messeri, convinto dello facto che essi abbian molte più cose da dire delle futili quisquilie che biascicano.
Avanti, seguaci dei filippidi, prendete posto! V'è una seggiola per ciascuno, pubblico compreso!

Vota chi non oltraggia lo buon gusto
05 Feb
Pubblicato in Costume e Società

Chi adora li auto-dagherrotipi entri nella nostra camera oscura

Mentre le altre compagini seguitano a beccarsi vicendevolmente alla guisa di capponi da combattimento, Feudalesimo e Libertà incocca la freccia della justitia e tende lo suo saldo arco contra li mali della società che han ridotto l'omo ad essere null'altro che vanità di vanità, ad esser uno servo delle mode invece che dello suo signore.

Direttamente dal fondo più putrido degli inferi oltreoceano junge nello Impero lo novo malo-costume. 
Forte della barbara diffusione dello già citato ego-phono, dello Sansungo "cosmo" SIII et delli costosi macchinari da dagherrotipo nomati "reflexo", la nova usanza dello amatorial autoritratto est ormai, como la pulce della peste, intra ogni magione.

Ingenti quantità di vergafanciulli, son dunque usi allo porsi dinanzi allo speculum della propria latrina et, assunta una faccia suffizientemente da ebete (alcuni pensano sia cagion di seduzione..mah), eseguono lo dagherrotipo che, sine alcuna vergogna, pubblicheranno sulla propria bacheca in attesa che qualche esemplare dello sesso opposto apponga lo suo m'aggrada.

Altri, li cosiddetti "indipendenti et anticumformisti", credonsi d'alta cultura ritraendo li loro calzari, la loro colatione o le erbacce dello loro orto. O, li stessi, credonsi pulchri facendosi ritrarre in finte pose casuali colla lingua pensoloni o colle labbra a terga di chioccia.

Obviamente cum li juti istrumenti, tutti artisti sunt. 
Basta prender la imago criata, porvi sopra uno delli tanti filtri de' Istantegrammo o di Dagherrotipobottega (pelli più abili), et anco lo ronzante moscone sopra lo sterco vaccino divien uno capolaboro.

Perché, allora, ci domandiam poi perché l'omo et la donna sunt sì avviliti allo giorno d'oggi? 
La dagherrotipia ha privato loro dello compiacimento di sé stessi, cucendo l'idea de beltà addosso ad autentici obrobri umani glabri nello petto et con li peli dello capo sempre più somilianti alle setole de' uno spazzolone per latrine.

La solutio di Feudalismo e Libertà non est pugnar a colpi di stella del mattino cotesti artisti da quattro fiorini, bensì fornir loro uno justo loco per sviluppar le proprie creationi.
La virgo de' Norimberga sarà 'sì lieta, collo suo caloroso abbraccio, di celar alli omini pii la bruttura delli omini moderni.